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Svizzera
Abusi su handicappati, operatore sociale a processo
Redazione
12 anni fa
Il 17 marzo inizierà il processo contro un operatore sociale bernese sospettato di abus sessuali

La giustizia bernese si occuperà a breve di uno dei più gravi casi di pedofilia: il prossimo 17 marzo inizierà infatti il processo contro un operatore sociale bernese, oggi 57enne, sospettato di aver commesso abusi sessuali su 124 bambini e persone handicappate per 29 anni in diversi istituti in Svizzera e nel sud della Germania. Per motivi di prescrizione solo 33 casi verranno perseguiti. L'accusato sconta una pena anticipata dal settembre 2011. Le vittime sono in prevalenza bambini e giovani - uomini e donne - psichicamente e fisicamente handicappate, molti in modo grave. La più giovane vittima del presunto pedofilo aveva tre anni. L'imputato ha confessato di avere abusato sessualmente di 114 persone a cui si aggiungono una decina di tentativi. L'atto di accusa elaborato dalla procura della regione Berna Mitteland è ampio. L'uomo dovrà rispondere di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, atti sessuali con fanciulli, con persone dipendenti e persone ricoverate, pornografia e violazione della sfera privata per mezzo di apparecchi di presa d'immagini. L'inchiesta era stata avviata nel marzo 2010 in Argovia dopo che due ospiti maschi di un istituto per disabili avevano raccontato ai genitori di aver avuto contatti sessuali con un operatore sociale. Dopo le prime indagini, i sospetti si sono rafforzati e all'inizio di aprile la polizia aveva arrestato l'uomo al suo domicilio nell'Oberland bernese. Durante gli interrogatori l'operatore sociale ha indicato di aver commesso altri abusi simili, la maggior parte dei quali negli istituti bernesi dove lavorava. L'accusato non ha precedenti penali per delitti di ordine sessuale, ma contro di lui furono condotte indagini già nel 2003 dopo una denuncia inoltrata da una 13enne handicappata contro un assistente sociale che lavorava nel suo stesso istituto. La giovane aveva dichiarato di aver subito abusi anche da parte dell'uomo. Data la gravità dell'handicap di cui soffriva la ragazza, la veridicità delle sue dichiarazioni era stata allora relativizzata.

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