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Svizzera
Abusi su bimba, espulso dalla Svizzera
Abusi su bimba, espulso dalla Svizzera
Abusi su bimba, espulso dalla Svizzera
Redazione
6 anni fa
Il TF ha confermato la revoca del permesso C a un congolese che viveva nel paese da 34 anni

Il Tribunale federale conferma la revoca del permesso di domicilio e l'espulsione di un congolese che vive in Svizzera da 34 anni. La condanna per abusi sessuali su una bambina giustifica la misura secondo l'Alta Corte.

L'uomo, giunto in Svizzera nel 1985 all'età di 31 anni, ha ottenuto un permesso di soggiorno nel 1991. Nel 2015, è stato condannato dalla giustizia vodese a 20 mesi di detenzione - di cui 6 mesi di prigione - per aver abusato di una bambina di 7-8 anni tra il 2007 e il 2008. Nel 2018 il Dipartimento dell'Economia, dell'Innovazione e dello Sport gli ha revocato l'autorizzazione di soggiorno e la decisione è stata confermata dal Tribunale cantonale vodese nel dicembre 2019.

In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ha respinto il ricorso del congolese. Ritiene che la condanna a 20 mesi soddisfi le condizioni previste dalla legge sugli stranieri. Data la gravità del caso - l'uomo abusava della ragazzina davanti al padre che la metteva a sua disposizione - la giustizia vodese ha ritenuto a giusto titolo che vi fosse un forte interesse pubblico ad allontanarlo dalla Svizzera.

I giudici di Mon Repos hanno sottolineato anche la mancanza di consapevolezza e di pentimento da parte del ricorrente: all'epoca aveva affermato che la sua vittima lo aveva "stregato". L'uomo non può neppure vantare una buona integrazione visto che tra il 2003 e il 2016 ha accumulato un debito di oltre 250'000 franchi con l'assistenza sociale.

Il rapporto con il figlio, che ha ormai dieci anni, non giustifica la sua permanenza in Svizzera. Il Servizio di assistenza ai giovani ha segnalato maltrattamenti dopo che il bambino è stato preso a cinghiate nel 2017.

La seconda Corte di diritto pubblico ammette che il ritorno in Congo non sarà indolore. L'uomo non avrà più diritto alla rendita AVS, ma potrà farsi rimborsare i contributi. Queste considerazioni non sono comunque sufficienti a mettere in discussione la proporzionalità del rimpatrio, concludono i magistrati.

(Sentenza 2C_89/2020 del 27 aprile 2020)

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