
Lo studio dell'Università di Zurigo sugli abusi commessi da ecclesiastici in Svizzera dal 1950 ha scoperchiato un vaso di Pandora, scatenando un terremoto nella Chiesa cattolica svizzera. Che ora, tenta di reagire. "Sconvolti da questi risultati, i vescovi svizzeri hanno istituito misure concrete, in occasione della loro assemblea plenaria di tre giorni, conclusasi mercoledì 20 settembre a San Gallo, per rafforzare le modalità di ascolto delle vittime e per fornire sostegno e giustizia alle famiglie coinvolte".
La risposta della Conferenza dei vescovi svizzeri (Cvs) è quindi l'adozione di cinque misure principali, che "saranno in vigore al massimo entro fine 2024".
Lo studio continua
Si parte con la raccolta di informazioni, nello specifico con il prosieguo dello studio presentato nelle scorse settimane. "Lo studio nazionale sarà proseguito nel 2024-2026 da Monika Dommann e Marietta Meier, le ricercatrici e storiche dell'Università di Zurigo che hanno condotto lo studio pilota", viene specificato in un comunicato inviato questa mattina alle redazioni. "Il finanziamento è già stato predisposto e i contratti sono stati firmati dai tre committenti".
Un centro nazionale per le denunce
I vescovi svizzeri hanno inoltre deciso di istituire un centro nazionale per ricevere le denunce delle vittime. "Nella riunione del 18 settembre 2023, la Commissione di esperti della Cvs sugli abusi sessuali nella Chiesa ha istituito un gruppo di lavoro per definire la composizione, le competenze, gli obiettivi, le procedure, le modalità di funzionamento e la sede del centro nazionale. Il documento strategico sarà pronto nel novembre di quest'anno". La Conferenza dei vescovi assicura che nel progetto sono coinvolte anche associazioni di assistenza alle vittime.
Archivi accessibili
Per continuare con lo studio, l'accesso ai documenti è fondamentale. Su questo punto, la Diocesi di Lugano era finita nel mirino delle ricercatrici dell'Università di Zurigo, che avevano portato alla luce la verosimile distruzione di documenti d'archivio legati ad abusi nella Chiesa ticinese. Per garantire l'accesso alla documentazione, la Conferenza dei vescovi si dice pronta anche ad andare ai limiti del diritto canonico: "Per consentire ai ricercatori di continuare a studiare gli abusi nei prossimi anni, tutti i membri della Cvs hanno firmato un impegno personale (in contraddizione, tra l'altro, con il diritto canonico vigente) per garantire che tutti gli archivi di loro competenza riguardanti gli abusi continuino a essere disponibili e che nessun documento vada distrutto".
Esame psicologico obbligatorio
Chi vorrà entrare nei ranghi della Chiesa cattolica svizzera dovrà sottoporsi a una valutazione psicologica. "La Cvs ha deciso di estendere a tutta la Svizzera un discernimento psicologico approfondito per i candidati ai seminari, ai noviziati e alla formazione come operatori pastorali laici. Tale misura esiste già in molte regioni, ma ora questo discernimento sarà standardizzato, professionalizzato e reso obbligatorio in tutta la Svizzera. La Conferenza dei Superiori dei Seminari della Svizzera è stata incaricata di attuare questa decisione in collaborazione con specialisti del settore esterni alla Chiesa".
Gestione professionale delle risorse umane
Infine, la gestione delle risorse umane entrerà a fare parte del panorama ecclesiastico svizzero. "La Cvs intende professionalizzare rapidamente la gestione dei fascicoli personali assumendo esperti in risorse umane e protezione dei dati. L'obiettivo è garantire che i fascicoli di tutti gli operatori pastorali siano sempre completi e possano essere seguiti in caso di cambiamento di sede".
Verso un tribunale ecclesiastico penale e disciplinare
Nella loro comunicazione di questa mattina, i vescovi svizzeri affermano di volere andare oltre queste prime cinque misure, agendo in particolare nell'ambito del diritto canonico. L'intenzione è di creare "un tribunale ecclesiastico penale e disciplinare per la Chiesa in Svizzera. Il diritto penale svizzero avrà ovviamente la precedenza e le autorità penali saranno chiamate a occuparsi di casi di abuso o altri reati commessi in ambito ecclesiastico. Il Tribunale Ecclesiastico si occuperà delle sanzioni da adottare contro i membri del clero in caso di violazione di una legge canonica. Per istituire questo tribunale nazionale e dare ai ricercatori l'accesso agli archivi dei dicasteri della Sede Apostolica, i vescovi svizzeri stanno lavorando per organizzare un incontro con i responsabili vaticani nelle prossime settimane".
Morale sessuale sotto la lente dei vescovi
La pubblicazione del rapporto dell'Università di Zurigo ha riaperto il sempre attuale dibattito sulla morale sessuale nella Chiesa. Nel loro comunicato odierno, i vescovi svizzeri non entrano nei dettagli, ma lasciano intendere che una riflessione è in atto anche su questo e altri temi controversi, con spinte al cambiamento: "La Conferenza dei vescovi svizzeri recherà altri temi sollevati nello studio pilota al Sinodo mondiale della Chiesa cattolica a Roma, come un diverso approccio alla morale sessuale della Chiesa, un'integrazione più egualitaria delle donne nei processi decisionali e il problema della concentrazione del potere".

