
Si tornerà presto a votare.
Torniamo indietro di qualche anno. Nel 2002, il 72 % della popolazione diede il voto in favore della depenalizzazione per chi abortisce. Oggi le cose sembrano voler prendere un'altra piega.
Come riporta Il Caffè di quest’oggi, “quasi 100mila firme sono già state raccolte da promotori, un comitato apartitico, con esponenti dell’Udc, Ppd e Plr, cristiani ed evangelici” per far sì che la cassa malati non rimborsi più chi decide di abortire (se non in caso di stupro o di rischio di morte per la madre). Ma questo non sembra essere l'unico motivo. In molti, infatti, vorrebbero mettere in discussione proprio l'esito della votazione del 2002, andando ad eliminare la depenalizzazione per chi decide di abortire.
Da una parte abbiamo Valérie Kasteler-Budde, copresidente del Partito evangelico, la quale ricorda che “si tratta di scegliere la vita o la morte”, mentre dall’altra abbiamo Elaine Perrin, sociologa a Ginevra, la quale risponde che “ci si nasconde dietro ragioni economiche per riaprire un dibattito vecchio di 100 anni e per mettere in discussione il principio della solidarietà nella cassa malati”.
Secondo Kasteler-Budde "con il premio dell'assicurazione malattia, che giustamente si basa su una logica di solidarietà, anche i cittadini contrari per ideologia ed etica all'interruzione di gravidanza in realtà la co-finanziano”. Questo proprio non va giù ai promotori dell’iniziativa che, tra le altre cose, sostengono che chi ricorre all’aborto appartiene soprattutto alla fascia di adolescenti un po’ troppo disinvolti.
Diversa ancora una volta l’opinione della Perrin, che sottolinea come “l’Ufficio federale di statistica può mostrare che tutte le categorie (dalla studentessa alla madre 35enne che non vuole altri figli) siano rappresentate”, aggiungendo anche che “se proprio vogliamo insistere sui costi, due terzi delle donne che hanno abortito avevano una franchigia elevata, perché ancora relativamente giovani e in buona salute. Quindi hanno pagato di tasca propria l'intervento".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

