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Esercito
Abolizione della tassa di esenzione dal Servizio Militare: la Gioventù Comunista consegna 5.000 firme
Red. Online
8 ore fa
È dunque raggiunto l'obiettivo del partito: portare ad Assemblea e Consiglio federale delle rivendicazioni «forti e radicali sul tema, che sapessero dare principio a un dibattito pubblico in merito all’effettiva ingiustizia di tale tassa»

Una delegazione della Gioventù Comunista ha depositato oggi, presso la Cancelleria di Palazzo federale, una petizione sottoscritta da oltre 5.000 cittadini per chiedere l’abolizione della tassa di esenzione dal Servizio Militare, diffusa dalla sezione giovanile del partito nei primi giorni di maggio. La stessa, viene ricordato, «non si limitava a chiedere l’abolizione di questa ingiusta imposizione che colpisce chi – per motivi medici che non dipendono evidentemente dalla sua volontà – non può essere incorporato nell’esercito, ma rivendicava anche il rimborso integrale delle annualità versate a partire dal 2009». In tale anno «si espresse infatti per la prima volta la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che condannò l’applicazione della tassa ritenendola discriminatoria». Tale sentenza – giuridicamente vincolante per la Svizzera – venne ratificata in un secondo caso nel 2021.

L'obiettivo

È dunque raggiunto l'obiettivo della Gioventù Comunista: portare ad Assemblea e Consiglio federale delle rivendicazioni «forti e radicali sul tema, che sapessero dare principio a un dibattito pubblico in merito all’effettiva ingiustizia di tale tassa». Un’ingiustizia «data dalle sue modalità di applicazione discriminatorie, tanto in ambito giuridico che sociale. L’onerosa imposizione per un giovane (400 franchi annui minimi, più il 3% del reddito imponibile per 11 annualità) è troppo spesso considerata erroneamente come una “compensazione alternativa” alla leva obbligatoria». Si tratta «di una vera e propria mistificazione: mentre chi presta Servizio Militare può farlo indipendentemente dalle proprie condizioni economiche e viene pure pagato, chi paga la tassa per motivi che non dipendono dal suo arbitrio versa un importante contributo che colpisce in maniera importante il suo potere d’acquisto».

Si tratta, per il partito, «di una doppia punizione: oltre alle sfortunate condizioni di salute fisica o mentale, si aggiunge una punizione finanziaria che svantaggia queste persone rispetto ai loro coetanei». In attesa di risposte dalle autorità competenti in materia, «si sospende momentaneamente la nostra campagna per l’abolizione della tassa militare», concludono.