
Per i cantoni di montagna, la Confederazione sta andando troppo in fretta dopo l'approvazione l'11 marzo dell'iniziativa sulle abitazioni secondarie, che fissa un limite del 20%. Dal canto suo Vera Weber, figlia del promotore del progetto, non vuole che si tolga forza alla norma costituzionale. I governi dei cantoni alpini sono stupiti dal modo di procedere dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e del Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC), si legge in una loro nota emessa sabato. Gli esecutivi di Grigioni, Ticino, Uri, Obvaldo, Nidvaldo, Glarona e Vallese hanno chiesto all'ARE di ritirare le "linee guida" emanate giovedì e di discutere prima la problematica con gli ambienti interessati. Nelle prime linee guida per i Cantoni e i Comuni si prevede che alle domande di costruzione inoltrate dopo l'11 marzo 2012 si applichi subito il nuovo articolo costituzionale. In caso di dubbi sulla compatibilità con la nuova norma, le procedure edilizie dovranno essere sospese sino all'entrata in vigore delle disposizioni esecutive. Intanto, la figlia di Franz Weber, Vera, esponente del comitato promotore, non vuole che il testo approvato da popolo e cantoni sia reso meno incisivo. "Il Consiglio federale ha chiaramente detto che la nostra iniziativa è valida subito e che le richieste di permesso di costruzione presentate dopo il voto sono soggette al nuovo articolo costituzionale", ha sottolineato in un'intervista alla "SonntagsZeitung". Non vi sono eccezioni generali per regioni di montagna o regioni strutturalmente deboli, ha aggiunto. Dal canto suo il direttore di economiesuisse, Pascal Gentinetta, ha chiesto più flessibilità nell'applicazione dell'iniziativa e che "i rappresentanti dell'economia delle regioni di montagna, il settore dell'edilizia e quello alberghiero siano associati nell'elaborazione della legge", ha affermato in un'intervista alla "SonntagsZeitung". "C'è un forte bisogno di sicurezza giuridica", ha concluso. Anche la società svizzera impresari costruttori (SSIC) è stupita che l'interpretazione dell'iniziativa da parte del DATEC sia più severa del tenore del testo. Ritiene quindi che la decisione di autorizzare le richieste di permesso sino alla fine del 2012 deve essere di competenza dei Cantoni e dei Comuni. ATS
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