
Oggi la Confederazione ha annunciato l’acquisto di farmaci a base di anticorpi monoclonali sviluppati dall’elvetica Roche. Radio3i ha intervistato Alessandro Diana, pediatra e infettivologo dell’Università di Ginevra, per sapere il suo punto di vista: “Abbiamo un’altra arma contro questo virus, quindi non solo un vaccino che ha un’azione preventiva ma anche una cura per le persone che si sono infettate, specialmente per chi è a rischio”.
“Ogni arma disponibile”
Questo significa un cambio di strategia della Svizzera su questo fronte? “Come nelle situazioni di guerra, per neutralizzare il nemico bisogna pensare a più di una strategia. Quello che stiamo imparando è che chiaramente il distanziamento sociale e il disinfettante sono utili, ma non sono tutto. Chiaramente la vaccinazione è auspicabile ed è arrivata presto e ne siamo contenti, ma non possiamo solamente contare sulla vaccinazione. Adesso, con questa nuova arma terapeutica abbiamo potenziato tutta la nostra ‘armata’: siamo più forti e la nostra strategia deve essere fare fronte comune e considerare tutto quello che abbiamo a disposizione su tutti i fronti”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

