
Il Tribunale federale (TF) ha confermato una condanna a quattro anni da scontare nei confronti di una donna di 66 anni che nel 2008 trasferì il suo compagno invalido di 74 anni in India, dove questi morì nel giro di otto mesi. La massima istanza giudiziaria ha parzialmente accolto un ricorso della donna, ma ha stabilito che la pena fissata dal Tribunale cantonale di Zurigo è appropriata. Dopo una prima condanna a due anni di prigione con la condizionale, la donna si era vista aumentare sensibilmente la pena al processo d'appello celebrato nel dicembre 2012. Il Tribunale cantonale l'aveva giudicata colpevole di rapimento "con circostanze aggravanti". Per i giudici di Losanna, è fuori dubbio che la donna abbia agito con premeditazione allo scopo di risparmiare sui costi di degenza in una casa di cure e assicurare un'ingente eredità a sua figlia. Le circostanze aggravanti sono comunque state derubricate per questioni formali legati al codice di procedura penale. La condannata - un'ex impiegata di banca in pensione - prelevò nel gennaio del 2008 il compagno invalido e demente da una casa di cura della regione di Winterthur e lo accompagnò in un villaggio dello stato indiano del Punjab. La donna rimase soltanto pochi giorni in India. L'uomo - un ex contadino di Brütten (ZH) e proprietario di una fattoria con un valore assicurato di 1,9 milioni di franchi e di titoli per oltre 330'000 franchi - fu affidato alle cure di due persone del posto e morì alla fine di novembre dello stesso anno. La condannata aveva ha conosciuto l'uomo mentre si occupava della madre malata. Anche se i due non hanno mai vissuto sotto lo stesso tetto, l'ex bancaria lo aveva convinto a riconoscere come sua una figlia nata nel 1987 di cui il contadino non era il padre biologico. A tradire la donna fu un annuncio funebre pubblicato sul quotidiano di Winterthur "Der Landbote", in cui la donna sosteneva che il compagno era inaspettatamente deceduto per una crisi cardiaca "durante un viaggio in India". I vicini del contadino si insospettirono e sporsero denuncia.
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