
Il Tribunale federale (TF) ha annullato la revoca del permesso di dimora e la conseguente espulsione dalla Svizzera di una 27enne cittadina kosovara e dei suoi due figli, decisa dalle autorità solettesi dopo che al marito, un 29enne kosovaro, era stato ritirato il permesso di domicilio in seguito a una condanna penale per tentato omicidio. Il Tribunale cantonale del Canton Soletta dovrà nuovamente esprimersi in merito.
I fatti risalgono all’11 dicembre 2014 quando il giovane, in Svizzera dal 1992, era stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio intenzionale e condannato a una pena detentiva di 4 anni e 6 mesi. Il 29enne aveva iniziato ad espiare la pena il 1. febbraio 2016. Pochi giorni dopo l’Ufficio della migrazione del Canton Soletta gli aveva revocato il permesso di domicilio e aveva rifiutato il rinnovo dei permessi dei suoi famigliari, imponendo loro un termine di due mesi per lasciare la Svizzera. Il 29enne avrebbe invece dovuto lasciare il Paese una scarcerato.
La decisione era stata confermata su ricorso dal Tribunale amministrativo cantonale il 16 aprile 2016. Al pari delle autorità anche la Corte cantonale aveva stabilito che l'abbandono del domicilio comune da parte del marito giustificasse tale misura ai sensi dell'Art. 43 della Legge federale sugli stranieri (LStr). Marito e moglie si erano così rivolti al Tribunale federale chiedendo l’annullamento della decisione del Tribunale cantonale amministrativo.
I giudici di Mon Repos, con sentenza del 26 gennaio scorso pubblicata ieri, hanno dato loro parzialmente ragione. L’espulsione del 29enne è stata confermata vista la grave condanna penale a suo carico mentre la decisione di non rinnovare i permessi di dimora e di espellere la moglie è stata annullata. L'abbandono del domicilio c’è stato, sì, ma "indipendentemente dalla volontà del marito", che ha dovuto scontare una pena detentiva. Per questo motivo il TF ha ravvisato un eccesso di formalismo da parte della Corte cantonale e le ha quindi rinviato gli atti per nuova decisione ai sensi dei considerandi. I due figli, invece, potranno continuare a beneficiare dei loro permessi B in quanto non sussistono motivi tali da giustificarne la revoca.
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