Cerca e trova immobili
Svizzera
A un anno dal primo lockdown
Il Consiglio federale in una conferenza stampa annunciava il blocco totale di tutte le attività decretando la “situazione straordinaria”

Scuole, negozi non essenziali e ristoranti chiusi, manifestazioni vietate, controlli alle frontiere, telelavoro, raccomandazione di restare a casa: il 16 marzo di un anno fa, alla mezzanotte di lunedì, scattava il lockdown.

Venerdì 13 marzo 2020, il giorno in cui fu presa la decisione di chiudere le scuole per il lunedì successivo, la Svizzera registrava 1’125 casi di coronavirus e undici morti. La Confederazione ha registrato il primo caso di Covid-19 il 25 febbraio e il primo morto il 5 marzo. L’11 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) dichiarava lo stato di pandemia.

Lunedì 16 marzo, quando il bilancio era salito a più di 2’300 persone infette e circa 20 morti, il Consiglio federale decretava la “situazione straordinaria” in base alla legge sulle epidemie, che gli ha permesso di decidere provvedimenti senza passare dal parlamento. “È necessaria una reazione forte in tutto il Paese”, affermò Simonetta Sommaruga in una conferenza stampa. È l’unico modo per superare questa crisi ed evitare il sovraffollamento degli ospedali, disse la presidente della Confederazione. La conferenza stampa fu seguita da 110’000 persone collegate al canale YouTube del Consiglio federale.

La riapertura
Il semiconfinamento è durato fino al 26 aprile. Dall’11 maggio i bambini sono tornati a scuola. Gli studenti dei livelli post-obbligatori hanno continuato ad alternare corsi in presenza e a distanza. Anche i negozi non essenziali, i ristoranti, i luoghi di cultura, le biblioteche e i centri sportivi hanno potuto riaprire gradualmente a partire dall’11 maggio. Da metà giugno la Svizzera ha riaperto le frontiere con gli Stati membri dell’UE e il Regno Unito. Qualche settimana dopo, la popolazione elvetica ha dovuto abituarsi a un nuovo accessorio: la mascherina, diventata obbligatoria sui trasporti pubblici - e in tutti gli spazi pubblici chiusi a partire dall’autunno.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata