
Fra le molte domande che hanno accompagnato la Ukraine Recovery Conference dello scorso luglio a Lugano, una delle più ricorrenti riguardava l'opportunità di parlare di ricostruzione dell'Ucraina quando ancora non si intravedeva la fine della guerra. Anche oggi, a quasi sette mesi di distanza, pare difficile scorgere il termine delle ostilità. Tuttavia, in Svizzera c'è chi guarda già oltre, a quando sarà tempo di rimboccarsi le maniche per ricostruire un Paese distrutto.
Alla Conferenza di Lugano
È il caso dell'Alta scuola specializzata bernese (Bfh), che offre a partire da fine febbraio un programma Cas ("Certificate of Advanced Studies") dal nome eloquente: "Rebuild Ukraine" ("Ricostruire l'Ucraina"). "La prima volta che ho sentito di questo percorso è stato durante la Conferenza di Lugano". A parlare nel video di presentazione del Cas è Natali Terekhova, rifugiata ucraina presente in Svizzera con lo statuto S. "Mi è stato subito chiaro che era un'occasione per acquisire nuove competenze e aiutare il mio Paese nella ricostruzione".
Il corso
Terekhova è una dei partecipanti al programma della scuola professionale bernese, espressamente ideato, come si legge sul sito dell'istituto, per "rifugiati ucraini con dell'esperienza nel settore edilizio, ma anche per ucraini già residenti in Svizzera o persone provenienti da organizzazioni umanitarie impegnate nella ricostruzione. Il corso consentirà ai partecipanti di valutare, co-progettare e condurre progetti per la ricostruzione di edifici e infrastrutture in Ucraina".
Soprattutto per donne
Ecco quindi che nel programma sono previste lezioni su temi quali l'approvvigionamento alimentare, l'utilizzo di software per l'analisi di danni infrastrutturali, la costruzione di alloggi temporanei e permanenti, la fornitura temporanea e stabile di acqua ed elettricità, ma anche la prevenzione della corruzione. Un tema, quest'ultimo, di cronica necessità per l'Ucraina: ancora negli ultimi giorni il governo di Zelensky e le sue ramificazioni sul territorio sono stati travolti da un'ondata di scandali legati a sospetti di corruzione, con l'allontanamento di almeno 15 funzionari dalle loro posizioni. I corsi, che si tengono in inglese, sono pensati principalmente per donne rifugiate ucraine. "Fin dall'inizio della guerra, ho voluto fare qualcosa per le donne", spiega Thomas Rohner, responsabile del Cas "Rebuild Ukraine" alla Bfh. "A venire in Svizzera come rifugiati sono infatti soprattutto anziani, bambini e donne". Tutti gli iscritti a questa prima formazione sono donne.
In rete
Il Cas "Rebuild Ukraine" è organizzato in collaborazione con altre scuole universitarie e università, tra cui il Politecnico di Zurigo e l'Università nazionale d'agraria di Sumy (Ucraina), ma anche con studi di consulenza ingegneristica e con la Geberit, società svizzera attiva nel settore degli impianti sanitari.
A caccia di sponsor
Il costo del programma di studio, che si estende su quattro mesi, è di 6'500 franchi. Per pagare la tassa la Scuola propone un sistema di sponsorizzazione. "Imprese e privati cittadini possono aiutare delle donne fuggite dal loro Paese a partecipare al Cas "Rebuild Ukraine" prendendosi a carico i costi di iscrizione e le spese", si legge in un comunicato della scorsa settimana. Per la scuola bernese questo sistema "è utile in maniera tripla: alle donne rifugiate per il loro sviluppo professionale, alle loro famiglie che possono così beneficiare di nuove prospettive e alle regioni nelle quali queste donne possono impegnarsi con dei progetti di ricostruzione". La Bfh fa sapere "di essere ancora alla ricerca di sponsorizzazioni". In ogni caso, "i trenta posti disponibili per la prima sessione sono stati praticamente tutti riservati".

