
Sono comparse oggi davanti al Tribunale di polizia di Nyon (VD) due attiviste antispeciste accusate di aver rubato nel marzo scorso capretti destinati alla macellazione. Prima del processo, all'esterno dell'edificio, una trentina di militanti hanno espresso loro il proprio sostegno.
Davanti al tribunale, gli attivisti hanno esibito cartelli e immagini di animali insanguinati: vi si poteva leggere "Giustizia per gli animali" o "Sostegno totale a quelle e quelli che lottano per difendere i loro diritti".
In aula le due attiviste, di 21 e 22 anni, hanno poi riconosciuto i fatti che sono loro imputati, ovvero la violazione di domicilio e il furto. Interrogate dall'avvocato dell'allevatore di capretti, le due imputate non hanno espresso alcun rimorso: "Siamo obbligate a violare la legge per venir in aiuto ad animali disperati e che saranno uccisi".
Stando a una nota dell'associazione 269life Libération Animale Suisse, si tratta "del primo processo in Svizzera di antispecisti che hanno salvato animali destinati alla macellazione".
I fatti si sono svolti nel marzo scorso. Le due attiviste avevano portato via durante la notte 18 capretti dal macello di Rolle (VD). "Gli animali sono tuttora in vita, salvo uno che era già affetto da polmonite al momento dell'incursione, e si trovano in 'famiglie affidatarie'", scrive l'associazione. Il procuratore ha chiesto per le due imputate 60 aliquote giornaliere di 30 franchi con la condizionale per due anni nonché l'assunzione dei costi procedurali.
La sentenza sarà pronunciata giovedì.
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