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Svizzera
A Ginevra tagliano sugli alunni frontalieri
A Ginevra tagliano sugli alunni frontalieri
A Ginevra tagliano sugli alunni frontalieri
Redazione
9 anni fa
Una regolamentazione limiterà il numero di figli dei frontalieri nelle scuole cantonali. Non mancano le critiche

È notizia di questi giorni che il Consiglio di Stato ginevrino introdurrà dall’anno scolastico 2019/2020 una nuova misura per regolamentare le iscrizioni agli istituti scolastici cantonali (ciclo primario e d’orientamento fino a 15 anni) dei figli di lavoratori ginevrini residenti in Francia.

Una nuova regolamentazione, come riporta TvSvizzera, che consentirà al Cantone di risparmiare la bellezza di 3,4 milioni di franchi all’anno. In pratica, il governo ginevrino ha quindi risolto a modo suo l’annosa controversia, basandosi su alcune significative che indicano in Troinex e Bardonnex, due comuni di frontiera ginevrino con il 19.5% rispettivamente il 12.14% dei bambini scolarizzati che abita in Francia.

Concretamente, dall’autunno 2019, saranno accettati nelle scuole ginevrine o di altri cantoni elvetici unicamente i bambini che hanno già cominciato le scuole a Ginevra prima di traslocare. Stesso discorso per i loro fratelli e sorelle.Una misura, quella che sarà applicata dall’esecutivo ginevrino, che costringerà i comuni francesi di frontiera ad accogliere un maggior numero di piccoli ginevrini.

A questo proposito, è stata secca la reazione del sindaco di Saint-Julien-en-Genevois (15'000 abitanti), Antoine Veillard, che ha definito la decisione “scandalosa, in quanto obbligata e senza preavviso”. Secondo Veillard, la decisione è oltremodo sorprendente, in quanto riguarda figli di famiglie che pagano la maggior parte delle imposte nella città di Calvino.

Da parte sua, Paolo Lupo, Presidente dell’associazione Ginevrina senza frontiere e candidato alle elezioni cantonali ginevrine programmate per il prossimo aprile, ha dichiarato che "i frontalieri svizzeri residenti in Francia sono considerati cittadini di serie B".Lo stesso Lupo richiede una più giusta ripartizione delle imposte alla fonte dei frontalieri svizzeri di Francia, sotto forma di un contributo specifico ai comuni che accogliono gli allievi frontalieri, al fine di adattare le infrastrutture scolastiche.

Ricordiamo che Berna e Parigi avevano firmato un accordo nel 1973, che autorizzava il canone ginevrino a tassare alla fonte i frontalieri che lavorano a Ginevra, contro un ristorno del 3.5% dei salari lordi ai comuni francesi di frontiera.

Per dirla con uno dei più classifica francesismi, “affaire à suivre”.

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