Cerca e trova immobili
Svizzera
A destra o al centro? Il dilemma dei ciclisti nelle rotonde
© Shutterstock
© Shutterstock
Secondo uno studio dell’Università di Losanna, la maggior parte degli utenti della strada ignora la regola che invita i ciclisti a occupare il centro della carreggiata per essere più visibili.

Al centro oppure a destra? È il dilemma di molti ciclisti quando si trovano davanti a una rotatoria. Uno studio dell’Università di Losanna rivela che gran parte degli utenti della strada non sa che per i ciclisti è possibile occupare il centro della carreggiata, come raccomandato dalle autorità per essere più visibili agli automobilisti. La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Cycling and Micromobility Research, è stata condotta su 15 incroci di Losanna. Il 71% dei ciclisti afferma di circolare al centro delle rotatorie, ma oltre un terzo (36%) considera la manovra rischiosa.

Svoltare a destra con il rosso

Un problema simile si riscontra anche nei semafori dove i ciclisti possono legalmente svoltare a destra con il rosso: sebbene il 90% utilizzi questa possibilità, quasi un quarto la considera pericolosa.

Tensioni tra utenti della strada

La maggior parte di chi non va in bicicletta ignora queste disposizioni e crede quindi che i ciclisti commettano un’infrazione quando le applicano. Una percezione che genera tensioni e compromette la convivenza sulle strade, sottolinea l'ateneo in un comunicato odierno. Il timore di essere stigmatizzati diventa così un freno all’applicazione serena delle raccomandazioni. "Lo studio mostra come le raccomandazioni in vigore in Svizzera siano impegnative per i ciclisti, che si trovano a essere i principali responsabili della propria sicurezza", sottolinea Patrick Rérat, professore alla Facoltà di geoscienze e ambiente dell’ateneo vodese.  "A loro si chiede infatti di imporsi in mezzo a veicoli più grandi e più veloci, con importanti angoli ciechi".

Possibili migliorie

Lo studio invita a una riflessione più ampia: servono campagne d’informazione rivolte a tutti gli utenti della strada per chiarire le regole e promuovere una convivenza più serena. Ma anche interventi strutturali, come la riconfigurazione degli incroci o la separazione dei flussi di traffico tra ciclisti e automobilisti, sul modello di altri Paesi.