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Svizzera
A carico dell'assistenza per più di 500mila franchi
A carico dell'assistenza per più di 500mila franchi
A carico dell'assistenza per più di 500mila franchi
Redazione
8 anni fa
Il TF ha confermato la revoca del permesso di una mamma bosniaca respingendo il ricorso dei familiari. "È colpa sua"

Ben 533mila franchi di prestazioni assistenziali in quasi 19 anni. Tanti, troppi secondo le autorità zurighesi, che 3 anni fa hanno deciso il suo allontanamento dalla Svizzera. Soprattutto perché la beneficiaria, una 35enne bosniaca sposata e madre di due figli, non ha mai fatto nulla per migliorare la sua situazione finanziaria.

La donna, residente nel Canton Zurigo, aveva beneficiato di un permesso di dimora grazie al matrimonio, celebrato nel 2005, con un connazionale da tempo domiciliato in Svizzera e in possesso di un permesso C. Inizialmente alla coppia era stato concesso lo statuto di asilante, poi revocato nel 2009 a causa dei loro continui rientri in patria. Entrambi, vista la loro dipendenza dall'assistenza pubblica a partire dal 2000, erano stati formalmente ammoniti dall'Ufficio della migrazione zurighese nel febbraio del 2011 e nell'ottobre del 2013, quando il totale delle prestazioni assitenziali percepite ammontava a 360'000 franchi. Le autorità zurighesi avevano quindi deciso di revocare una prima volta il permesso B della donna, ma la Direzione della sicurezza aveva accolto il ricorso della famiglia optando per un terzo ammonimento. 

Nel maggio del 2015 il totale delle prestazioni di cui la famiglia aveva beneficiato ammontava ormai a 533'000 franchi e, nel febbraio del 2016, l'Ufficio della migrazione aveva pertanto deciso di non rinnovarle il permesso. Questa volta il conseguente ricorso era stato rigettato sia in prima istanza dalla Direzione della sicurezza sia in seconda dal Tribunale amministrativo cantonale. Il 7 dicembre del 2017 la famiglia della donna aveva quindi tentato la via del ricorso al Tribunale federale (TF).

I giudici di Mon Repos sono però stati inflessibili e hanno dato loro torto su tutta la linea. "Da anni la ricorrente non ha fatto nulla per cercarsi un lavoro e la totale dipendenza dall'assistenza pubblica è, in sostanza, colpa sua", si legge nella sentenza del 21 dicembre scorso. Il mancato rinnovo del permesso B della donna è stato ritenuto conforme ai sensi dell'Art. 62 cpv. 1 della Legge federale sigli stranieri mentre l'elevato ammontare delle prestazioni versate alla famiglia giustifica "senza dubbio" l'esistenza di un interesse pubblico predominante nell'espellerla. A pesare, inoltre, è stata anche la sua scarsa integrazione. Il permesso di domicilio del marito, ha spiegato la corte, non può invece essergli revocato visti i suoi 15 anni di permanenza in Svizzera.

La 35enne dovrà quindi lasciare il paese mentre i familiari dovranno farsi carico delle spese giudiziarie di 2'000 franchi. 

(Sentenza 2C_1040/2017 del 21 dicembre 2018)

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