
Un congedo per donne che subiscono un aborto spontaneo o una perdita perinatale entro al 23esima settimana di gestazione. Presentata da Il Centro nel 2021, l'iniziativa è stata approvata dal Gran Consiglio lo scorso anno e oggi è stata presentata a Berna alla Commissione incaricata di valutare l’applicabilità dell’iniziativa dal vicepresidente cantonale Giorgio Fonio, dalla consulente Angela Notari e dal relatore del rapporto per la Commissione sanità e sicurezza sociale Alessandro Cedraschi (PLR).
"Dà il tempo per riprendersi prima di ripartire"
“È un tema molto delicato, che mi coinvolge e al quale tengo molto. Sono drammi che lasciano il segno e che oggi, nel nostro paese, non trovano alcun riconoscimento da parte della società” afferma Fonio, citato nel comunicato stampa del partito. Dal canto suo Cedraschi, fiducioso nel buon esito dell’incontro, sottolinea che “la proposta è ragionevole e sostenibile. Vi è stata molta attenzione nell’ascoltare le nostre motivazioni. L’importante era far comprendere che un evento come un aborto spontaneo o una perdita perinatale merita di essere considerata dalla politica”. Per Notari, invece, "riconoscere formalmente questo evento frequente e dedicarvi un congedo significa contemplare l’impatto che queste perdite possono avere sul corpo e sulla mente, concedendo un attimo di raccoglimento per riprendersi fisicamente e psicologicamente prima di ripartire. È una dimostrazione di umanità e di empatia degna di un paese civile”. L’iniziativa, viene infine ricordato, "prendeva spunto da una decisione del Parlamento neozelandese di introdurre tre giorni di congedo per chi vive una perdita perinatale o un aborto spontaneo in qualunque momento della gravidanza".

