
La guerra in Iran, il caro carburante, la preoccupazione per una penuria di carburante. È sulla scia di questi sviluppi che i Verdi Svizzeri hanno avanzato una serie di misure sulla SonntagsZeitung. L’attenzione della stampa d’oltralpe è tutta ricaduta sulla richiesta di limitare la velocità sulle autostrade a 80 chilometri orari così da ridurre la dipendenza della Confederazione dall’energia fossile. Una misura temporanea che secondo la presidente Lisa Mazzone comporterebbe una diminuzione del consumo di carburante: «è per questo che è anche raccomandata dall’agenzia internazionale dell’energia per far fronte alla penuria di carburante nel quadro dello shock petrolifero che viviamo». Inoltre, Mazzone afferma che ridurre la velocità fluidifica il traffico e fa ridurre le colonne.
Un biglietto giornaliero da 10 franchi
Un’altra misura immediata e temporanea proposta dagli ecologisti va sul fronte del trasporto pubblico. L’idea è di introdurre un biglietto giornaliero dal costo di 10 franchi per tutti come alternativa all’automobile. «È un provvedimento che dovrebbe essere finanziato dalla confederazione», dichiara Mazzone. «Dal nostro punto di vista ha senso investire dei soldi per la popolazione qui in Svizzera piuttosto che alimentare il patrimonio delle compagnie petrolifere o degli stati autocratici che violano i diritti umani».
Stop ai jet privati
La lista di rivendicazioni degli ecologisti continua con il divieto dei voli con i jet privati per far fronte a una penuria di cherosene. «Lo stato deve agire riducendo dove c’è meno bisogno e dove il consumo per persona è più grande», spiega la leader degli ecologisti elvetici. Ora la palla passa nel campo del consiglio nazionale, dove sono state depositate queste rivendicazioni. In realtà una discussione su una potenziale penuria energetica è già andata in scena, ricorda Mazzone. E cioè nel 2022, quando la Russia invase l’Ucraina. «Quello che è davvero deplorevole - conclude - è che non è successo niente da allora».

