
Che trovare una soluzione condivisa sull'applicazione del 9 febbraio non sia un'impresa facile non è ormai più una novità. Già a fine giugno nel calderone delle proposte - in seguito ristrette al compromesso elaborato dal Nazionale (preferenza indigena "light") e alla variante più "heavy" in discussione agli Stati - era finita anche l'iniziativa RASA e l'eventuale controprogetto del Consiglio federale.
L'iniziativa RASA, ricordiamo, mira a cancellare totalmente l’articolo costituzionale 121a accettato il 9 febbraio 2014 ed è nata grazie al Partito borghese-democratico (PBD), subito appoggiato dal Partito socialista svizzero.
Stando a quanto riportato dalla "Weltwoche", in questi giorni la discussione è tornata d'attualità a Palazzo Federale, viste anche le reazioni non proprio entusiaste di Bruxelles al compromesso elaborato il 2 settembre scorso dalla commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. Entro il 26 ottobre il Governo deve mettere le carte in tavola decidendo se presentare o meno un controprogetto, e il ministro della Giustizia Simonetta Sommaruga sta valutando diverse alternative.
Per la precisione tre: una riserva che consente modifiche di articoli costituzionali esclusivamente nel rispetto degli accordi internazionali (in questo caso la libera circolazione delle persone), una revisione totale del nuovo articolo costituzionale sull’immigrazione di massa (eliminando probabilmente i contingenti e i tetti massimi previsti dal 9 febbraio) e l’inserimento di un nuovo articolo costituzionale riguardante gli accordi bilaterali con l’Unione europea.
La sinistra svizzera si auspica che il Consiglio federale intervenga con un controprogetto, ma non è ancora chiaro se questo succederà e in che forma.
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