
La strategia del parlamento nell'applicazione dell'iniziativa sull'immigrazione di massa è "rischiosa": lo afferma la presidente della Confederazione eletta, Doris Leuthard. "Con la legge di applicazione abbiamo una soluzione che rispetta la libera circolazione ed è compatibile con l'UE", afferma la ministra dei trasporti in un'intervista pubblicata oggi da diversi quotidiani, come per esempio l'Aargauer Zeitung. "Ci siamo però allontanati dalla Costituzione".
Questo, secondo la consigliera federale PPD, "non è un problema, fintantoché il numero degli immigrati diminuisce". Se l'immigrazione si manterrà invece sugli attuali livelli vi sarà presto una nuova discussione sull'argomento.
Per Leuthard in Svizzera non vi è un conflitto fra le élite e il popolo, perché "siamo tutti il popolo". Grazie alle molte votazioni e alla partecipazione della popolazione al processo di formazione delle opinioni "abbiamo una buona situazione di partenza".
"Ma anche noi dobbiamo fare attenzione", mette in guardia la 53enne. "La globalizzazione produce anche perdenti. Se la popolazione ha l'impressione che l'apertura della Svizzera serva solo alle multinazionali e ai benestanti cresce il malumore. Per il Consiglio federale è importante rafforzare la coesione della società".
"Dalla Seconda guerra mondiale" - prosegue Leuthard - "abbiamo vissuto in tempi relativamente stabili. Ma ora i conflitti sono di nuovo aumentati in tutto il mondo. Il numero di persone in fuga ha raggiunto un nuovo record. Capisco che questo allarmi la gente. Nonostante la tradizione umanitaria questo fa anche paura. Si parla di posti di lavoro e culture straniere, che non sono sempre facili da integrare. Questo richiede degli sforzi".
La giurista argoviese si dice convinta che in questo campo la Svizzera operi molto meglio di altri paesi. "Ma anche da noi noto che vi è un ritorno a concentrarsi su se stessi: la solidarietà ha i suoi limiti".
Riguardo all'iniziativa RASA - "Raus aus der Sackgasse", fuori dal vicolo cieco, che chiede di abrogare l'articolo costituzionale 121a votato il 9 febbraio 2014 - Leuthard ha detto che al momento non sono ancora noti i contenuti del controprogetto del Consiglio federale. "È chiaro però che sarà rispettata l'approvazione all'iniziativa sull'immigrazione di massa".
A suo avviso non si può semplicemente inserire la via bilaterale nel controprogetto: che si onorino gli accordi internazionali è normale, non bisogna scriverlo della Costituzione. È pero anche chiaro che un'applicazione alla lettera dell'iniziativa crea un campo di tensione con la libera circolazione. Secondo Leuthard bisogna convivere con questa situazione e sicuramente non disdire l'intesa.
Una parte dell'immigrazione - quella da stati non Ue - può essere manovrata dalla Svizzera con contingenti, "una parte del mandato costituzionale è quindi rispettata" e "la soluzione del parlamento apporta ulteriori possibilità". Comunque secondo Leuthard "abbiamo diversi articoli costituzionali che sono solo parzialmente applicati": per esempio la norma sulle residenze secondarie è rispettata solo a metà. "Ma nessuno propone di adattare per questo la Costituzione: queste correzioni devono essere pensate bene".
Riguardo ai rapporti con l'Europa, Leuthard parla di incertezza. Ma nessun problema al confine sud. "Non mi preoccupo molto dell'Italia: mi aspetto continuità nelle relazioni con il nostro vicino meridionale. Sembra che il governo rimanga stabile, nonostante un cambio ai vertici". Anche in Francia vi saranno cambiamenti e in primavera bisognerà allacciare rapidamente contatti, "perché abbiamo alcuni dossier aperti con Parigi". Leuthard si dice inoltre contenta che Angela Merkel sia ancora al potere in Germania, "è una personalità forte e porta stabilità in Europa".
Nell'intervista la presidente della Confederazione federale si lamenta anche del parlamento. "Posso parlare a nome di tutti i colleghi: il lavoro con il Consiglio nazionale è diventato più difficile. Non si sa mai esattamente dove porti il cammino, il Nazionale è imprevedibile".
Se ne è accorto anche il ministro delle finanze Ueli Maurer, spiega Leuthard. "Il suo partito ha contribuito in prima battuta ad affondare il preventivo. Questo è stato sgradevole ed è costato molto tempo". In realtà nel sistema elvetico l'idea è che i partiti di governo sostengono l'attività dell'esecutivo, afferma l'esponente PPD. Un compito dell'anno presidenziale - afferma - sarà quindi di trovare un terreno di intesa con le formazioni politiche e i presidenti delle Camere.
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