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Svizzera
9 febbraio, da "light a "heavy"?
9 febbraio, da "light a "heavy"?
9 febbraio, da "light a "heavy"?
Redazione
10 anni fa
Il Consiglio degli Stati affronta l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. E c'è chi vuole misure più invisive

La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale si era pronunciata lo scorso 2 settembre sull’applicazione del 9 febbraio, votando una soluzione che non prevede quote o contingenti, ma che permette di adottare misure correttive non appena l'immigrazione oltrepassa un certo livello su scala regionale o nazionale.

Subito definita un “compromesso”, la soluzione proposta dal Nazionale prevede una preferenza indigena “light”, un aspetto che aveva mandato su tutte le furie l’UDC che, dalle pagine della Weltwoche di Roger Köppel, aveva definito “sabotatori” i membri della Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale.

Come riferisce il Tages Anzeiger, da ieri tocca alla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati occuparsi della questione, in previsione della sessione invernale della camera alta.Non sono previste decisioni in un senso o nell’altro durante questa settimana, ma alcuni membri della commissione hanno già palesato la propria posizione. Stando a quanto riferisce il quotidiano zurighese, la versione “light” potrebbe subire qualche modifica per essere resa un po’ più incisiva ("heavy").

Il liberale radicale Philipp Müller vorrebbe introdurre un colloquio di lavoro obbligatorio tra le aziende e i candidati svizzeri che hanno fatto domanda d'impiego, mentre l’UDC ha ribadito il suo desiderio di poter introdurre delle misure unilaterali per limitare l’immigrazione in caso di “emergenza”.

Il liberale Andrea Caroni, sostenuto dal socialista Daniel Jositsch (che però non fa parte della commissione), mette in guardia i colleghi evidenziando come una versione più incisiva richieda una revisione costituzionale.

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