
Il CEO delle FFS Andreas Meyer è indubbiamente tra i personaggi più sollecitati del momento data l'attesa entrata in vigore del nuovo orario FFS, il primo a sfruttare la nuova galleria di base del San Gottardo, e le discussioni attorno al programma di risparmio RailFit 20/30.
Meyer quest'oggi era in Romandia, ospite delle redazioni di "Le Temps" e "L’Hebdo", pronto a rispondere in una diretta Facebook alle critiche dei clienti. Gli utenti delle Ferrovie Federali ne hanno approfittato per interpellarlo innanzitutto sugli aumenti tariffari che si ripresentano annualmente.
"Faremo il possibile per non dover aumentare ogni anno - ha risposto il CEO - ma non possiamo promettere nulla. L'aumento è dovuto anche al voto del popolo sul FAIF nel 2014. Dobbiamo pagare 100 milioni in più per l'uso delle infrastrutture e i cantoni ci hanno detto che non aumenteranno i loro contributi, invitandoci ad adattare i prezzi."
Su ritardi e mancanza di posti, Meyer predica pazienza: "Non ci si può dire che la qualità si stia abbassando. In alcune linee abbiamo dei ritardi perché non è ancora disponibile il materiale rotabile ordinato anni fa. Aspettiamo i nuovi treni a due piani da Bombardier, che potranno offrire fino a 1200 posti seduti." Per quanto concerne l'ambito Wi-Fi a bordo, chiesto da molti passeggeri, Meyer ha lasciato intendere che non vi sarà alcuna implementazione: "La maggior parte dei nostri clienti ha un contratto a tariffa fissa col suo operatore, quindi noi abbiamo investito nel migliorare la ricezione del segnale su tutte le linee. Restano alcune criticità solo nelle gallerie."
Stuzzicato sul suo salario, il numero uno dell'ex regia federale ha spiegato che "è il CdA a fissare il salario della direzione. Viene considerata la responsabilità e la complessità dell'azienda."
Spazio infine anche a una domanda in stretto legame con l'attualità politica: a Berna sono infatti giorni decisivi attorno alla soluzione da adottare per l'applicazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Nei quadri delle FFS d'altronde non mancano profili specializzati in provenienza dai paesi confinanti e secondo Meyer il 9 febbraio potrebbe quindi causare dei problemi: "Come per altre imprese, anche per noi l'iniziativa porterebbe a un aumento del carico di lavoro amministrativo. Si rischierebbe un rallentamento della velocità alla quale progrediamo nel campo dell'innovazione. Dobbiamo sempre poter assumere i migliori collaboratori, le sfide sono enormi nel settore dei trasporti pubblici. Faremo tutto il possibile affinché questa legge non rallenti il nostro processo d'innovazione."
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