
Se accolta alle urne, l'iniziativa dell'UDC che chiede la fine della libera circolazione delle persone (ALC) con l'Ue avrebbe pesanti ripercussioni sull'economia elvetica. Per questo motivo la proposta di modifica costituzionale va bocciata, raccomanda il Consiglio federale nel suo messaggio indirizzato alle Camere federali approvato oggi.
L'iniziativa "Per un'immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)" è stata depositata lo scorso 31 agosto con 116'139 firme valide. Il testo esige che la Svizzera regoli in maniera autonoma l'immigrazione degli stranieri. Impedisce inoltre ogni nuovo trattato di obbligo internazionale per la libera circolazione.
Se l'iniziativa venisse accettata dal popolo, le autorità avrebbero un anno per negoziare la fine dell'accordo con Bruxelles. Se non si dovesse trovare una soluzione, il Consiglio federale dovrebbe uscire dall'intesa nel mese successivo.
Stando all'esecutivo, precisa una nota odierna del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), in virtù della "clausola ghigliottina", in caso di denuncia unilaterale dell’ALC cesserebbero di applicarsi tutti gli altri sei Accordi bilaterali I.
Questi ultimi assicurano alle imprese svizzere un accesso non discriminatorio al mercato interno europeo in importanti settori dell’economia. Concretamente si tratta degli accordi sull’abolizione degli ostacoli tecnici al commercio, sul commercio di prodotti agricoli, sul trasporto su strada e per ferrovia, sul trasporto aereo, su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici e sulla ricerca.
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