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9 asilanti nel mirino dell'intelligence svizzera
9 asilanti nel mirino dell'intelligence svizzera
9 asilanti nel mirino dell'intelligence svizzera
Redazione
11 anni fa
I Servizi delle attività informative della Confederazione hanno esaminato l'anno scorso 4'910 dossier

Nell'ambito della prevenzione del terrorismo, il Servizio delle attività informative della Confederazione ha esaminato lo scorso anno i dossier di 4'910 richiedenti l'asilo (sui circa 39'500 arrivati nel nostro Paese), nuovo record storico. In nove casi i servizi di intelligence hanno raccomandato di respingere la richiesta delle persone in questione.

Lo scrive oggi il Blick, precisando che però quelle nove persone non vanno considerate forzatamente dei terroristi. "Si tratta di persone che hanno messo in pericolo o che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza interna o esterna" spiega la portavoce del Servizio delle attività informative della Confederazione, Isabelle Graber, senza fornire maggiori dettagli sulle accuse rivolte ai nove asilanti in questione. Non è nemmeno dato sapere quale sia il loro Paese di origine. Il Blick ricorda che in genere i servizi di intelligence verificano sistematicamente tutte le richieste d'asilo che arrivano dai Paesi a rischio, come la Siria, l'Iraq o l'Afghanistan.

Le cifre sono comunque in forte crescita. Basti pensare che i dossier esaminati nel 2014 erano stati 2'488 (con nessuna domanda respinta), mentre nel 2013 erano 661 (tre domande respinte) e nel 2012 solo 297 (una domanda respinta).

In ogni caso i servizi di intelligence della Confederazione affermano che il rischio che dei terroristi si inflitrino tra i migranti è reale, ma di "non avere alcuna prova concreta che degli jihadisti siano entrati in Svizzera come richiedenti l'asilo."

La portavoce spiega inoltre che non per forza i terroristi scelgono di mescolarsi ai migranti per arrivare in Europa. "I Servizi di attività informative della Confederazione ritengono che altri metodi di viaggio siano più probabili, in quanto più veloci, piÙ sicuri e meno rischiosi" afferma la portavoce.

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