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Svizzera
70mila firme contro il 9 febbraio
Redazione
11 anni fa
A cinque mesi dal lancio, gli iniziativisti sono vicini all'obiettivo. Intanto da Bruxelles: "Inammissibile negoziare la libera circolazione"

Sono 70'000 le firme raccolte dal “Gruppo Fuori dal Vicolo cieco” (RASA) per l’iniziativa che chiede di abrogare l’articolo 121a della Costituzione federale, più nota come l’iniziativa del 9 febbraio. La notizia è stata anticipata dal Blick. 

L’iniziativa lanciata da Andreas Auer, professore di diritto all’Università di Zurigo, e Thomas Geiser anch’esso professore di diritto all’Università di San Gallo, in cinque mesi dal lancio ufficiale ha già raccolto oltre la metà delle firme necessarie - le firme da raccogliere in 18 mesi devono essere 100'000. Un successo frutto dell’importante finanziamento ricevuto per la raccolta firma, con un budget stimato a mezzo milione di franchi, 150'000 dei quali sono stati donati dal miliardario Hansjörg Wyss fondatore della Synthes.

“Vedremo se presentare l’iniziativa prima o dopo le federali.” ha commentato Auer al Blick.

Entro la fine del 2016 il Parlamento dovrà approvare una legge di applicazione del 9 febbraio e finora i negoziati con l’UE mostrano che per la Svizzera applicare il nuovo articolo costituzionale senza minare gli accordi bilaterali sarà compito arduo. C’è chi teme che l’iniziativa RASA possa spingere Bruxelles a non fare concessioni, altri che possa rappresentare la via d’uscita dall’attuale situazione.

Proprio oggi è arrivata la notizia che una commissione dell'Europarlamento ha adottato un rapporto, in cui viene citata anche la Svizzera, che conferma l'intransigenza fin qui dimostrata dalle istanze dell'Ue in merito all'inviolabilità del principio della libera circolazione delle persone. "Negoziati sulla libera circolazione dentro il mercato interno (continentale) sono semplicemente inammissibili", si legge in un comunicato diffuso dal gruppo europarlamentare del Partito popolare europeo (Ppe) Il documento saluta dunque il rifiuto di entrata in materia della Commissione europea sulla richiesta elvetica di rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Viene pure giudicato positivamente l'inizio di negoziati su un accordo quadro istituzionale che dovrebbe servire da base per l'ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles. A questo proposito, stando al mandato negoziale adottato dal Consiglio federale, la Confederazione in linea di massima è disposta ad accettare una soluzione che dia competenze alla Corte di giustizia dell'Unione europea."

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