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Svizzera
7 svizzeri su 10 vogliono più servizi digitali
Keystone-ats
6 anni fa
Lo indica un sondaggio effettuato dalla società di consulenza Deloitte. Ma i tre quarti degli interrogati non sono disposti a pagare di più per l’accesso a questi servizi

Sette svizzeri su dieci vogliono che le autorità offrano più servizi digitali. Tuttavia, i tre quarti non sono disposti a pagare di più per l’accesso a questi servizi. È quanto risulta da un sondaggio pubblicato oggi dalla società di consulenza Deloitte, secondo il quale la popolazione vorrebbe che lo Stato offrisse soluzioni armonizzate per tutto il Paese. Il sondaggio, effettuato nella seconda di maggio, ha coinvolto 1500 persone di i età compresa tra i 16 e i 64 anni che vivono in Svizzera.

Dai pagamenti senza contatto alla vignetta e voto elettronici
In particolare, l’80% degli intervistati vorrebbe poter appianare una multa per divieto di sosta con il pagamento senza contatto, e l’82% vorrebbe ottenere una vignetta autostradale in formato elettronico. Una percentuale simile vorrebbe poter scambiare dati e informazioni con le autorità e le amministrazioni pubbliche in modo completamente elettronico. Più di tre interpellati su quattro (78%) sono inoltre favorevoli al voto elettronico. La possibilità di presentare alla polizia una denuncia online raccoglie i favori di due terzi (67%) degli interrogati. Il matrimonio digitale in videoconferenza convince un terzo degli intervistati (34%).

Pochi sono disposti a pagare
Malgrado questa “fame” di facilitazioni, la stragrande maggioranza della popolazione (tra il 70% e l’80%) non è pronta a sciogliere i cordoni della borsa per accedervi. C’è comunque una differenza a seconda del tipo di servizi. Pochi sarebbero disposti a pagare per le firme elettroniche, il pedaggio autostradale o il voto elettronico, ma una maggioranza risicata (51%) lo farebbe per ordinare un passaporto o una carta d’identità interamente online.

Con il Covid cresce la fiducia nei servizi digitali esistenti
D’altro canto dall’indagine risulta anche che la crisi del coronavirus non ha indebolito la fiducia nei servizi digitali esistenti, anzi, è addirittura aumentata tra i giovani e nelle grandi città. La protezione dei dati e la sicurezza informatica sono ancora fonte di grande apprensione tra gli scettici, nota la società di consulenza. E di ciò si dovrebbe tenere conto, poiché il 7 marzo si voterà sul referendum contro la legge sull’identità digitale (e-ID).

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