
Lottare contro le disuguaglianze, la povertà e le conseguenze dei conflitti. È quanto si propone di fare la Confederazione mettendo a disposizione di varie agenzie dell'Onu per il periodo 2018-2020 ben 312 milioni di franchi. Si tratta in totale di 30 milioni in meno rispetto al triennio precedente secondo il programma di risparmi 2018-2020 della Confederazione.
Stando alla decisione odierna del Consiglio federale, 156,4 milioni (-23,6 milioni rispetto al periodo precedente) saranno destinati al Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PNUS). Ancora oggi, oltre 800 milioni di persone al mondo vivono in condizioni di povertà estrema, indica una nota odierna del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Di queste, la metà vive in Stati fragili o in guerra. Inoltre, le catastrofi di origine climatica sono più frequenti e provocano danni maggiori, mettendo a repentaglio le conquiste dello sviluppo.
Il Governo intende destinare 59,6 milioni (-6,4 milioni rispetto al periodo precedente) al Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (UNICEF). Milioni di minori continuano a essere esposti ai pericoli legati alla povertà, alle crisi umanitarie, ai conflitti armati, alle migrazioni forzate e ai danni ambientali. Nel 2016, grazie all'UNICEF, oltre 61 milioni di bambini sono stati vaccinati contro il morbillo, 870 mila piccoli affetti dal Aids hanno ricevuto il trattamento antiretrovirale e a 16 milioni è stato fornito materiale didattico.
Quarantotto milioni ciascuno sono previsti invece per il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e il Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne (UN Women).
L'UNFPA ha come obiettivo di garantire alle donne l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva: punta inoltre a ridurre la mortalità materna e a migliorare le condizioni di vita delle donne e delle bambine. UN Women, agenzia costituita nel 2010 grazie anche al ruolo della Svizzera, si batte per il rafforzamento della parità di genere e per l'eliminazione delle discriminazioni. Grazie al sostegno di UN Women, 24 Paesi – abitati, in totale, da oltre un miliardo di donne – hanno rafforzato le proprie leggi volte a contrastare la violenza contro le donne e le bambine.
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