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Svizzera
15mila ragazze in Svizzera a rischio mutilazione genitali
15mila ragazze in Svizzera a rischio mutilazione genitali
15mila ragazze in Svizzera a rischio mutilazione genitali
Redazione
8 anni fa
Per contrastare questa violenza, la Svizzera intende proseguire le sue attività a lungo termine

In Svizzera 15'000 ragazze e donne sono minacciate o colpite dalla pratica delle mutilazioni genitali. La Rete svizzera contro le mutilazioni genitali femminili intende continuare le sue attività a lungo termine. Il progetto, finanziato dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) scade formalmente a fine 2019, indica la Rete in un comunicato in occasione della Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali femminili, che ricorre domani. "Siamo in contatto con i responsabili federali", ha detto a Keystone-ATS la responsabile Denise Schwegler in merito a una base decisionale su un ulteriore finanziamento.

Una decisione dovrebbe essere presa a metà anno e Schwegler si aspetta che il progetto possa continuare: attualmente ha l'impressione che i responsabili a livello federale continueranno a sostenerlo, ma non si sa in che modo e per quanto tempo. Il progetto, "Misure contro le mutilazioni genitali femminili 2016-2019", è stato fondato nel 2016 su incarico della Confederazione da Caritas Svizzera, Terres des Femmes Svizzera, Salute sessuale svizzera e dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani. Il suo finanziamento è assicurato per mezzo del Credito federale d'integrazione nell'ambito del Programma migrazione e salute.

In Svizzera le mutilazioni genitali sono considerate gravi lesioni fisiche. Dal primo luglio 2012 il Codice penale vieta questo tipo di pratica. La minaccia di subire mutilazioni genitali per le donne può valere quale motivo di fuga. Tuttavia, sottolinea Schwegler, l'articolo penale non è sufficiente per affrontare il problema: per rompere il tabù occorre compiere un importante lavoro di sensibilizzazione presso le comunità di migranti toccate.

La Rete svizzera contro le mutilazioni genitali femminili offre un'ampia gamma di servizi e consigli alle donne interessate, ma anche ai professionisti alle prese con questa problematica. Finora sono stati formati oltre 1000 esperti del settore sociale, dell'asilo e della sanità. La Rete lavora anche con una cinquantina di uomini e donne che organizzano regolarmente eventi nelle comunità per parlare delle conseguenze delle mutilazioni genitali. Tra aprile 2016 e ottobre 2018 si sono tenuti 66 incontri sulla prevenzione ai quali hanno partecipato oltre 1200 uomini e donne, ha precisato Schwegler. Nello stesso periodo punti di contatto nazionali e regionali della Rete hanno trattato 352 richieste di aiuto. La Rete gestisce anche una pagina Web in sei lingue che è stata visitata oltre 25'000 volte dal maggio 2017.

Le donne e le ragazze che fuggono in Svizzera perché minacciate o colpite da mutilazioni genitali provengono in particolare da Etiopia, Eritrea, Somalia ed Egitto. Schwegler si rammarica del fatto che il numero di ragazze e donne colpite in Svizzera si basi esclusivamente su stime e che non esista un monitoraggio sistematico negli ospedali o presso le Autorità di protezione dei minori e degli adulti (KESB, ARP in Ticino).

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