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Svizzera
150 organizzazioni rivendicano una legge su formazione continua
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio federale deve affrontare al più presto la questione della formazione continua. È quanto rivendicano 150 organizzazioni che non accettano la decisione del governo di congelare provvisoriamente l'elaborazione di una legge in materia, chiesta dalla Costituzione dal 2006. Le organizzazioni si sono rivolte al parlamento, le cui commissioni si sono già occupate del problema. "Abbiamo la sensazione che vi sia una mancanza di volontà politica", ha dichiarato oggi alla stampa a Berna Josiane Aubert (PS/VD), presidente della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC) del Nazionale. La deputata socialista ha aggiunto che "ogni volta che un parlamentare si preoccupa dell'iter di questo dossier, la risposta del governo è per lo meno poco incoraggiante". Il rapporto consegnato al governo in gennaio dai dipartimenti dell'economia (DFE) e dell'interno (DFI) contiene raccomandazioni suscettibili di suscitare consenso in vista di una legge sulla formazione continua, ha affermato Rudolf Strahm, presidente della Federazione svizzera per la formazione continua. In marzo, senza indicare alcun motivo, il governo aveva deciso di non pubblicare il relativo rapporto e di bloccare fino a nuovo avviso la continuazione del processo. Lo scorso anno, l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) aveva respinto un'ingerenza statale in questa materia, ritenendo che la formazione continua dovesse continuare a essere regolata dalle convenzioni collettive. Strahm ha constatato che l'inerzia del Consiglio federale è fonte di malumore generalizzato. Nonostante i disaccordi su vari aspetti, tutti concordano nell'esigere dal governo la realizzazione del mandato costituzionale, regolando legalmente la formazione continua, "ma non tra dieci anni", ha esclamato Strahm. Le organizzazioni attive in questo settore non accettano questa strategia di blocco. È necessaria una legge quadro federale per introdurre finalmente la trasparenza voluta e garantire la qualità nell'enorme e confusa diversità dell'offerta attuale in un mercato di quasi cinque miliardi di franchi, precisa la Federazione svizzera per la formazione continua. Josiane Aubert ha ricordato che dal 2001 sono stati depositati 25 interventi parlamentari concernenti la formazione continua. Di conseguenza, urge elaborare questa legge quadro ancora in questa legislatura, ossia entro il 2011. Per raggiungere tale obiettivo, le 150 organizzazioni hanno trasmesso le loro richieste non solo al Consiglio federale, ma anche alle commissioni parlamentari competenti delle Camere. Quella del Nazionale ha già deciso in aprile, con 13 voti contro 11, di depositare un'iniziativa parlamentare. La commissione degli Stati ha iscritto l'oggetto all'ordine del giorno della sua prossima seduta, tra una decina di giorni. Doris Leuthard e Pascal Couchepin saranno invitati a giustificare la posizione attendista del governo. ATS

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