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Svizzera
147, quasi raddoppiate le consulenze su suicidio
Immagine Pro Juventute
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Lara Sargenti
5 anni fa
Nella prima metà del 2021, ogni giorno 7 giovani hanno chiamato il 147 per parlare di suicidio, una cifra in aumento del 40% rispetto al 2020. Lo rileva il secondo rapporto pubblicato da Pro Juventute

Le conseguenze della crisi del coronavirus gravano psicologicamente di più su giovani adulti e adolescenti rispetto a tutte le altre fasce d’età. Nella prima metà del 2021, ogni giorno, sette giovani hanno chiamato il 147 per parlare di suicidio. Una cifra in aumento del 40% rispetto al 2020. Lo rileva il secondo rapporto-coronavirus pubblicato oggi da Pro Juventute.

40% in più di consulenze per pensieri suicidi
Anche prima della pandemia di coronavirus, nel confronto internazionale la Svizzera registrava un tasso molto alto di suicidi tra i giovani. Ciò era evidente anche in ambito delle consulenze del 147, “le quali sono rimaste stabili a un livello elevato per molti anni”, si legge nel rapporto. Ora, per la prima volta, i dati mostrano un aumento delle consulenze sul tema del suicidio. Rispetto all’anno precedente, nel 2021 il 147 ha effettuato il 40% in più di consulenze a causa di pensieri suicidi. Ogni giorno il servizio è in contatto con 700 bambini e giovani. Ben 7 di questi contatti al giorno riguardano intenzioni suicide (nel 2020 se ne contavano cinque al giorno, prima della pandemia solo 3-4). Si registra anche un aumento dei casi di crisi: nei primi nove mesi dell’anno, il team di consulenza del 147 ha attivato 98 volte un intervento di crisi da parte della polizia o dell’ambulanza. Nel 2020, i casi sono stati 96, nel 2019 invece 57.

Tanto tempo al cellulare e tante preoccupazioni per il futuro
Anche l’uso dei media digitali è aumentato durante la pandemia. Nell’ultimo sondaggio, i bambini e i giovani hanno usato i loro cellulari per una media di 3 ore e 47 minuti durante la settimana e 5 ore e 16 minuti nel fine settimana. Con l’aumento esponenziale dell’uso dei media aumentano anche i lati negativi che esso comporta. Ad esempio, quasi la metà dei giovani dichiara di essere già stata molestata sessualmente su internet. I bambini e i giovani sono inoltre afflitti dalla paura per il futuro. Le richieste di informazioni riguardanti la scelta della professione sono aumentate del 23% rispetto al 2020. Nel 2021, le richieste sul tema della professione si focalizzano con più frequenza su questioni come «carichi eccessivi e stress».

Come intervenire
Secondo ProJuventute i problemi emersi ora “non sono solo una conseguenza diretta della pandemia”, bensì anche di “anni di negligenza nell’ambito della salute psichica di bambini e giovani”. Per la fondazione è dunque importante che i centri di prima consulenza orientati ai giovani come il 147 siano ulteriormente rafforzati. Inoltre c’è bisogno di una maggiore promozione della salute psichica dei bambini e dei giovani e di maggiori risorse per servizi come il servizio medico scolastico, gli assistenti sociali a scuola e la psichiatria infantile e giovanile. “Tutto ciò richiede risorse supplementari dal settore pubblico”, sottolinea ProJuventute, secondo cui non saranno più giustificabili nei prossimi anni pacchetti di misure di risparmio a discapito di offerte e programmi per bambini e giovani.

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