
La 13esima AVS sarà una manna per i cantoni sul fronte fiscale: i pensionati che, grazie al voto popolare dello scorso 3 marzo, dal 2026 riceveranno più soldi dovranno farlo presente nella dichiarazione dei redditi, cosa che farà lievitare le imposte.
Più entrate, più tasse
Si parla di importi importanti, sottolinea oggi la Schweiz am Wochenende. Stando ai calcoli del settimanale il gettito fiscale aggiuntivo per la Confederazione e i cantoni ammonterà a circa 700 milioni di franchi. A beneficiarne saranno soprattutto i cantoni, che incasseranno circa 600 milioni di franchi, mentre all'autorità federale andranno 100 milioni. "È un fatto che la tredicesima mensilità AVS farà confluire nelle casse dei cantoni ulteriori soldi in tasse", afferma Daniel Lampart, capo economista dell'Unione sindacale svizzera (USS), citato dal giornale. "Non era certo questo l'intento dei votanti". L'esperto sta quindi elaborando delle proposte affinché il denaro in questione sia recuperato, per poi farlo confluire nel finanziamento a lungo termine dell'AVS.
"No all'aumento dei contributi salariali"
La stragrande maggioranza dei responsabili delle finanze (CFO) delle aziende svizzere non vuole sentir parlare di ulteriori contributi salariali per finanziare la 13esima AVS, stando a un sondaggio condotto su oltre 100 manager dalla società di consulenza Deloitte, di cui riferisce oggi il Blick.
Le posizioni dei manager
La soluzione privilegiata (al 61%) dai dirigenti in questione è l'innalzamento dell'età di pensionamento, approccio che il popolo ha peraltro respinto il 3 marzo, lo stesso giorno in cui ha approvato l'ampliamento della rendita AVS. Una buona metà dei CFO si dice anche favorevole a un aumento dell'imposta sul valore aggiunto e la stessa quota vede pure di buon occhio una soluzione in cui la Confederazione verserebbe fondi aggiuntivi, denaro che andrebbe risparmiato altrove.

