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13esima AVS, il Nazionale: «Destinare all'assicurazione le entrate fiscali supplementari»
©CdT/Chiara Zocchetti
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Ats
3 ore fa
La relatrice della commissione, Céline Amaudruz, ha spiegato che l'atto parlamentare approvato oggi mira a correggere un'evidente asimmetria finanziaria

Le entrate fiscali supplementari di Cantoni e Comuni derivanti dall'introduzione della 13esima AVS dovranno essere riversate alla Confederazione, che le trasferirà direttamente all'AVS. È quanto prevede una mozione della Commissione della sicurezza sociale approvata oggi dal Consiglio nazionale con 96 voti contro 90 e 5 astenuti. Presentando il testo, la relatrice della commissione, Céline Amaudruz, ha spiegato che l'atto parlamentare mira a correggere un'evidente asimmetria finanziaria. L'introduzione della tredicesima aumenta infatti il reddito imponibile dei beneficiari, generando automaticamente maggiori entrate fiscali per Cantoni e Comuni, stimate in circa 600 milioni di franchi. Parallelamente, la Confederazione dovrà assumersi una quota significativa dei costi aggiuntivi della nuova prestazione: circa il 20% del totale, pari a circa 800 milioni di franchi.

Gli obiettivi

L'obiettivo della 13esima AVS, ha proseguito Amaudruz, è migliorare la situazione finanziaria dei pensionati, non creare un effetto positivo inatteso per le finanze cantonali e comunali. La mozione intende quindi fare in modo che l'introduzione della nuova prestazione sia neutra per i bilanci di Cantoni e Comuni, destinando all'AVS le entrate fiscali supplementari direttamente riconducibili alla tredicesima. Secondo la relatrice commissionale, la proposta non mette in discussione né il federalismo né l'autonomia fiscale dei Cantoni.

Gli argomenti dei contrari

Una minoranza ha chiesto di bocciare la mozione poiché contraria al federalismo: «Porterebbe i Cantoni e i Comuni a essere improvvisamente chiamati a cofinanziare un compito federale, senza avere alcuna influenza sulla definizione del compito stesso», ha sottolineato Thomas Rechsteiner (Centro/AI). Per l'appenzellese la mozione, oltre a essere difficilmente attuabile nella pratica, crea anche un precedente problematico. «Se in futuro tutti gli effetti finanziari positivi delle decisioni federali venissero sottratti a Cantoni e Comuni, sorgerebbe immediatamente la domanda contraria: la Confederazione non dovrebbe allora, inversamente, compensare anche tutti gli effetti negativi?».

La posizione del Governo

Anche la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha chiesto la bocciatura della mozione: accade regolarmente che le modifiche legislative a livello federale abbiano un impatto positivo o negativo sulle entrate di Cantoni e Comuni. Di norma, in questi casi la quota cantonale sull'imposta federale diretta non viene tuttavia modificata. «Dal punto di vista del Consiglio federale, gli adeguamenti dovrebbero essere presi in considerazione solo nel quadro di ampie riforme che interessano direttamente la Confederazione e i Cantoni», ha dichiarato, invano, la «ministra» delle finanze. L'atto parlamentare passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.