
Continua lo scontro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito al finanziamento della 13esima AVS. Oggi i «senatori» hanno ribadito - con 26 voti contro 18 - che la soluzione passa per un finanziamento misto, basato su un aumento dell'IVA e dei contributi salariali. Respinta la proposta della Camera del popolo, che vuole puntare unicamente sull'innalzamento dell'IVA. Parlando della soluzione sul tavolo, il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/OW) ha chiesto al plenum di mantenere la divergenza.
Un piccolo avvicinamento
Le proposte degli Stati sono state definite equilibrate: l'incremento dell'IVA comporta un contributo anche da parte dei pensionati, mentre l'aumento delle percentuali sui salari favorisce una redistribuzione, con i redditi più elevati che sostengono quelli più bassi. La Camera dei cantoni ha comunque fatto un passo verso il Nazionale riducendo la portata dell'aumento dell'IVA: nella versione adottata oggi l'aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, dovrebbe rimanere invariata al 2,6% (finora gli Stati avevano proposto un aumento di 0,2 punti). L'aliquota normale dovrebbe invece salire di 0,4 punti percentuali (all'8,5%).
Palla di nuovo al Nazionale
Inoltre, contrariamente al Nazionale, che vorrebbe limitarlo al 2033, l'aumento dell'IVA chiesto dagli Stati non sarebbe limitato nel tempo. Nella sua ultima decisione risalente a mercoledì scorso, la Camera del popolo aveva proposto un aumento dell'aliquota ordinaria di 0,5 punti, mantenendo invariata quella per i beni essenziali. L'oggetto torna ora un'ultima volta al Consiglio nazionale. Se quest'ultimo non dovesse allinearsi a quanto deciso oggi dagli Stati, il dossier finirà in Conferenza di conciliazione.

