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Svizzera
130mila firme per l'iniziativa contro l'esportazione di armi
130mila firme per l'iniziativa contro l'esportazione di armi
130mila firme per l'iniziativa contro l'esportazione di armi
Redazione
7 anni fa
Il testo chiede che non vengano vendute armi a paesi che violano i diritti umani o coinvolti in un conflitto interno

È andata a buon fine la cosiddetta 'iniziativa di correzione' ('Korrektur-Initiative'), che chiede di vietare l'esportazione di materiale bellico verso paesi coinvolti in un conflitto armato interno. L'iniziativa popolare è stata lanciata nello scorso dicembre e sarà ufficialmente inoltrata il 24 giugno. Secondo il comitato sostenitore, il testo è stato firmato da 130mila persone. "Il numero incredibilmente elevato di firme raccolte in brevissimo tempo dimostra quanto questo argomento sia di attualità", ha fatto sapere, citata in un comunicato, la consigliera nazionale Marianne Streiff (PEV/BE), presidente dell'Alleanza contraria all'esportazione di armi.

L'iniziativa non chiede un divieto assoluto dell'export di materiale bellico. Esige piuttosto che non vengano esportate armi svizzere verso paesi che violano sistematicamente i diritti umani o verso nazioni coinvolte in un conflitto interno. Il Consiglio federale, se la proposta verrà accettata, non sarà più autorizzato a prendere decisioni autonomamente: avranno voce in capitolo anche il parlamento e il popolo.

L'iniziativa prende spunto dalla revisione dell'ordinanza sulle armi proposta - e poi abbandonata - dal Consiglio federale, che avrebbe consentito alla Svizzera di esportare armamenti anche verso paesi teatro di conflitti interni. L'alleanza anti export è formata da esponenti di PS, Verdi, Verdi liberali, Borghesi democratici, Evangelici, ambienti ecclesiastici, sindacati e organizzazioni umanitarie.

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