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Svizzera
1 maggio: "programma neoliberale fallito", Rechsteiner
Redazione
17 anni fa

"Signori Merz, Ospel e Pelli: non ci troviamo sulla stessa barca!" così ha esordito oggi Paul Rechsteiner, presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS), nel suo discorso per il Primo maggio a Zurigo. Per Rechsteiner, la crisi finanziaria è figlia del neoliberalismo. I 68 miliardi di franchi di aiuti all'UBS sono stati decisi lo scorso ottobre senza consultare il parlamento, ha sottolineato il sindacalista. Due mesi più tardi gli azionisti di UBS hanno tuttavia potuto decidere se accettare la somma. Per Rechsteiner si tratta di "una situazione perversa" e di una "gigantesca violazione della Costituzione mai vista in Svizzera. "Ciò che stiamo vivendo, con il quasi collasso dell'intero sistema finanziario e conseguenze ancora imprevedibili per l'economia mondiale, non è frutto di un processo naturale." È invece la conseguenza di decisioni politiche dettatate da un'ideologia: il neoliberalismo. Per Rechsteiner, il programma politico dei neoliberali è fallito e la risposta deve arrivare attraverso un rafforzamento dei sindacati. Uguaglianza sociale e stato sociale non sono in contrasto con la libertà: "per una maggioranza della popolazione lo stato sociale è al contrario la condizione per raggiugnere la libertà". Rechsteiner ha citato in proposito l'AVS, l'assicurazione malattia e il sistema scolastico gratuito. Il sindacalista ha duramente criticato la politica del Consiglio federale, che continua a puntare sugli sgravi fiscali, la riduzione delle rendite pensionistiche e la liberalizzazione. I consiglieri federali Merz, Couchepin e Leuthard continuano ad agire "come se niente fosse accaduto". ATS

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