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1° agosto, per un terzo degli svizzeri i "botti" non sono indispensabili
© Shutterstock
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Keystone-ats
2 anni fa
Stando a un sondaggio, l'apprezzamento dei fuochi d'artificio durante le festività è particolarmente elevato nella Svizzera francese, ma anche il 59% dei ticinesi li considera parte integrante del Natale della patria.

Per la metà degli svizzeri i fuochi d'artificio sono una componente fondamentale durante le festività del Primo agosto. Solo un terzo degli elvetici invece non ritiene indispensabili gli spettacoli pirotecnici quando si tratta di celebrare il Natale della patria. Lo rivela un recente sondaggio condotto dall'istituto demoscopico YouGov. Il restante 17% degli intervistati non si è schierato né a favore, né contro la questione. Quasi un quinto ha dunque dichiaro di essere "neutrale" alla causa.

Le differenze tra regioni

L'apprezzamento dei fuochi d'artificio durante le festività è particolarmente elevato nella Svizzera francese: secondo il sondaggio, il 70% dei romandi li ritiene fondamentali per celebrare il Primo agosto. E a sud delle Alpi? L'indagine mostra che il 59% dei ticinesi considera i "botti" parte integrante del Natale della patria. Mentre nella Svizzera tedesca solo il 43%. Nonostante ancora molti apprezzino gli spettacoli pirotecnici organizzati e offerti dai Comuni e dalle Città, considerandoli parte di una lunga tradizione, l'indagine mostra che il 60% degli intervistati è contrario all'accensione dei fuochi d'artificio da parte di privati. Tra gli argomenti principali di coloro che si oppongono ai consueti "botti" vi sono l'inquinamento ambientale, lo stress causato agli animali e il rischio di infortuni. Una persona su cinque intende comunque far esplodere petardi e accendere le fontanelle nel proprio cortile privato, soprattutto i più giovani.

L'iniziativa

Al sondaggio condotto tra il 3 e l'8 luglio di quest'anno hanno preso parte 1'261 persone di età compresa tra i 18 e i 79 anni residenti nella Svizzera tedesca, in Romandia e in Ticino. Nel nostro Paese la questione sui fuochi d'artificio resta accesa (in tutti i sensi). Lo scorso 5 novembre è stata infatti depositata un'iniziativa a riguardo, che ha raccolto 137'193 firme valide. L'iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d'artificio", chiede che le persone, gli animali e l'ambiente vengano protetti maggiormente dal rumore e dalle emissioni causate dai "botti". Nello specifico, intende vietare ai privati la vendita e l'uso di fuochi d'artificio in tutta la Svizzera, eccezion fatta per quelli meno rumorosi, come bengala o fontanelle. L'iniziativa, sostenuta da numerose organizzazioni animaliste e ambientaliste, contempla tuttavia la possibilità di accordare autorizzazioni eccezionali per eventi d'importanza nazionale come, ad esempio, proprio il 1° agosto. A gennaio il Consiglio federale ha invitato la popolazione a respinge il testo senza controprogetto, né diretto né indiretto. Secondo l'Esecutivo, Cantoni e Comuni dispongono già delle basi giuridiche per limitare simili manifestazioni.