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Zemanlandia al contrario
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Zemanlandia al contrario
Redazione
11 anni fa
La giostra del gol del "Letzi" costa cara al Lugano, che a suon di gol subìti fa rientrare in corsa la nobile decaduta Zurigo

Un Lugano mai così zemaniano - in questo caso nell'accezione negativa del termine - imbarca acqua al "Letzi" per la seconda volta in questa prima metà di stagione. Dopo i 6 gol agostani incassati col GC di Tami, infatti, giunge il pokerissimo odierno che rivitalizza il comatoso Zurigo. D'altronde, nel bene e nel male Zeman è (anche) questo.

Peccato, perché la partita era di quelle da non fallire e avrebbe potuto scavare un solco perlomeno interessante tra i bianconeri e la nobile decaduta in grande difficoltà, che in un colpo solo ritrova invece il successo e si disfa della sgradita lanterna rossa appioppandola a un Vaduz al momento davvero poco "principesco".

Nel pomeriggio zurighese di una Svizzera attanagliata da primo freddo di stagione, lo scontro diretto tra pericolanti si accende dopo un quarto d'ora fin troppo tranquillo. Forse per omaggiare i 25 anni di "Mai dire gol" - traguardo raggiunto proprio in settimana dalla storica trasmissione della Gialappas - Valentini macchia un curriculum bianconero sinora impeccabile con una paperissima, figlia un rinvio sbagliato dopo un anticipo avventuroso su Etoundi. Yapi Yapo ringrazia e insacca.

Ma un Lugano mai domo comincia a rispondere (quasi) colpo su colpo, canovaccio questo che accompagnerà quasi tutto il confronto. Il pareggio degli ospiti giunge quando la sventagliata di Sabbatini per cambiare gioco viene raccolta da Culina che, aiutato da una deviazione, realizza l'1-1.

A questo punto s'innesca una giostra del gol che ravviva il match ma frustra la banda Zeman: 2-1 di Djimsiti sugli sviluppi del primo corner zurighese, gran botta di Urbano che vale il provvisorio 2-2 e uno-due Bua-Grgic che - con la complicità di Crngoj - costa al Lugano il 3-2. 

Nella ripresa le acque sembrano acquietarsi su entrambi i fronti, almeno fino a quando Vinicius e Bua duettano dopo aver raccolto un lancio lungo che coglie impreparata la retroguardia ticinese. Il Lugano che non molla si rifà sotto con la combinazione Sabbatini-Culina solo sfiorata da Rossini, ma è l'ultimo sussulto bianconero. L'ex senza cuore Gavranovic chiude infatti definitivamente la rocambolesca contesa della Limmat.

I neutrali e i supporter dello Zurigo si sono divertiti, i patiti della tattica e della fase difensiva avranno storto il naso, mentre il Lugano perde l'occasione di allungare sull'ultima piazza e di sbarrare la strada a un blasonato club in difficoltà, che rientra invece alla grande nella lotta per la salvezza.

CaSco 

IL TABELLINO:

ZURIGO-LUGANO 5-3 (3-2)

Reti: 15' Yapi 1-0, 27' Culina 1-1, 30' Djimsiti 2-1, 38' Urbano 2-2, 42' Grgic 3-2, 60' Bua 4-2, 64' Culina 4-3, 68' Gavranovic 5-3.

Arbitro: San.

Spettatori: 7'277.

Lugano: Valentini; Markaj, Datkovic, Urbano, Veseli; Sabbatini, Crngoj, Rey (74' Pusic); Culina, Rossini (74' Susnjar), Tosetti (82' Donis).

Note: Lugano senza Padalino, Djuric, Bottani e Josipovic (inf.) e Piccinocchi (sq.).

GLI ALTRI RISULTATI:

Grasshopper-Vaduz 2-0, Lucerna-Thun 1-0, San Gallo-Basilea 2-1, Young Boys-Sion 1-1

LA CLASSIFICA:

1. Basilea 16/37, 2. Grassshopper 16/30, 3. Young Boys 16/25, 4. Lucerna 16/23, 5. San Gallo 16/22, 6. Sion 16/22, 7. Thun 16/17, 8. Lugano 16/15, 9. Zurigo 16/14, 10. Vaduz 16/13.

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