
Zeman che non cambia mai.
Il Lugano è troppo poco per lui, la colpa è del manager che si è occupato della campagna acquisti (Petar Strugar) e le promesse del presidente non sono state mantenute.
Insomma, ne ha per tutte il boemo, nelle dichiarazioni rilasciate alla RSI.
Ci tiene però ad iniziare dai saluti, perché anche stavolta (era già successo a Natale) se n'era andato senza salutare nessuno. Giocatori, staff e tifosi."Saluto tutti quelli che hanno lavorato con me, così come i tifosi. Purtroppo non ho avuto tanto tempo per farlo. Lo faccio ora".
Ma perché ha lasciato? Zeman lo spiega così (come d'altronde lo aveva già ripetuto fino alla noia per tutta la stagione)."Non vedevo prospettive, eravamo la squadra con meno possibilità tecniche e economiche. Non vedevo cosa si potesse cambiare. A Lugano non hanno quasi mai visto il mio calcio. Forse con altri allenatori la squadra potrà fare di più".
È ciò che ovviamente si augurano tutti.
Ma per chiudere Zeman attacca a sorpresa Petar Strugar, il manager che ha portato tanti giocatori a Lugano spendendo (parole di Renzetti) 100 mila franchi.
"Ha sempre parlato male di me e se uno lavora per la società non è giusto".
Se l'avesse fatto, si sarebbe comportato esattamente come Zeman con i suoi giocatori.
Insomma, peggior addio di questo era difficile immaginarselo.
Addio mister.
L.S.
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