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Xhaka: "Siamo tutti svizzeri e sputiamo sangue per la maglia"
Xhaka: "Siamo tutti svizzeri e sputiamo sangue per la maglia"
Xhaka: "Siamo tutti svizzeri e sputiamo sangue per la maglia"
Redazione
8 anni fa
Il centrocampista dell'Arsenal non ha apprezzato le dichiarazioni del segretario generale dell'ASF Alex Miescher

Non si placano le polemiche legate alle dichiarazioni del segretario dell'Associazione svizzera di calcio (ASF) Alex Miescher, legate alla possibilità di togliere la doppia nazionalità sportiva ai giocatori rossocrociati di seconda generazione o di abbassare il limite d'età da 21 a 18 anni per decidere per quale Nazionale si desidera giocare. 

Delle dichiarazioni, quelle proferite da Mischer al Tages Anzeiger, che non sono affatto piaciute ad alcuni giocatori di seconda generazione e dal doppio passaporto. In particolare a Granit Xhaka, piuttosto amareggiato per la affermazioni di Mischer. ll 25enne centrocampista dell'Arsenal, come riportato dal Blick, ha dichiarato all'Ats di non comprendere il cambiamento di atteggiamento del dirigente dell'ASF. 

"In un primo tempo", afferma Xhaka, "Mischer aveva apertamente difeso il nostro sfogo sfociato con l'imitazione dell'aquila bicipite durante la partita vinta contro la Serbia. Poi, soltanto tre giorni più tardi, dopo la decisiva sconfitta contro la Svezia, è uscito con queste affermazioni su noi giocatori dalla doppia nazionalità o di seconda generazione. "Delle dichiarazioni", che ci hanno fatto male, perché per me, Shaqiri, Dzemaili, Drmic e pure per Petkovic e le rispettive famiglie, la Svizzera ha fatto sempre tantissimo e le saremo per sempre riconoscenti. E vi assicuro che come noi la pensano anche Embolo, Akanji e Rodriguez, che con le loro origini camerunese rispettivamente nigeriane e cileno-spagnole, sentono al cento per cento la maglia rossocrociata, sputando sangue e sudando in ogni partita per il bene della squadra e del Paese".

Alla domanda posta dal giornalista dell'Ats riguardante un eventuale pericolo a livello di unità di squadra dopo queste polemiche, Xhaka assicura che "la coesione tra i giocatori e la loro unione d'intenti è troppo grande" aggiungendo che "il calcio si gioca sul campo e non alimentando sterili polemiche".

"Anche perché", conclude Xhaka, "vogliamo fare ancora meglio tra due anni, in occasioni della fase finale del prossimi Europei".

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