
Nel corso della conferenza stampa odierna a Feusisberg, sede del ritiro della Nazionale, il ct Vladimir Petkovic ha spiegato che il ciclo della selezione rossocrociata continuerà con Stephan Lichsteiner capitano e Granit Xhaka secondo (vedi articolo suggerito).
"Gli ultimi due mesi mi hanno sorpreso - sono state le parole del capitano - Non ho la sensazione che la nazionale non sia spalleggiata e amata dal popolo svizzero. Quello che è successo contro la Serbia non era il nostro obiettivo e ci scusiamo, se abbiamo pestato i piedi a qualcuno perché non era questo il nostro intento, non pensavamo di scatenare tutto questo. Le persone che in questi mesi sono state aspramente criticate, va anche detto cosa hanno fatto per la Svizzera".
Il suo vice ha immancabilmente risposto alle domande sul celebre gesto dell'aquila bicipite, che ha fatto scorrere fiumi di inchiostro: "Se lo rifarei? Sarei stupido, questo non succederà più in futuro. Per noi era una partita importante, per alcuni di noi ancora di più. Dopo la partita eravamo con un piede agli ottavi. Mi ha colpito comunque che il gesto sia stato più importante del risultato. Alla fine si è trattato di un’esultanza. Xhaka. Perché ho fatto quel gesto anche in vacanza? Ero in vacanza, non devo smettere di farlo perché la stampa mi ammazza. So cos’ho fatto per la Svizzera, e per la questione dei doppi passaporti, io ne ho uno solo: quello svizzero".
Anche il fantasista rossocrociato Xherdan Shaqiri ha voluto spiegare la sua esultanza in occasione del gol vittoria contro la Serbia: "Ho segnato un gol decisivo per la svizzera nei minuti decisivi. È successo di tutto in quella partita, ho esultato in preda alle emozioni e ci sono state molte interpretazioni e se qualcuno si è sentito offeso mi scuso. Ma alla fine bisogna parlare di calcio e ci siamo qualificati per gli ottavi in quell’occasione. Per me l’importante era segnare una rete per la mia Nazionale. Non c’è rispetto se qualcuno dice che non rappresentiamo la Svizzera. Lo facciamo sempre, siamo professionisti, lascio questi commenti e le gelosie fuori dalla porta. All’interno della squadra non c’è nessun problema, tutti si sentono bene, lavoriamo bene. Non ci lasciamo influenzare da questi commenti negativi".
Il difensore Manuel Akanji è invece tornato sulla polemica dei doppi passaporti lanciata dall'ex segretario di ASF Alex Miescher: "Niente doppio passaporto all’interno della Nazionale? io mi sono sentito ferito da queste dichiarazioni e mi sono chiesto cosa avremmo potuto fare per far sì che non venisse scritta una cosa del genere".
Johan Djourou ha dal canto suo bacchettato gli ex Nazionali che in queste settimane hanno commentato quanto avvenuto a partire dal ritiro luganese fino all'esclusione di alcuni senatori: "Bisogna prendere un po’ di distanza da ciò che dicono gli ex giocatori della Nazionale. Noi viviamo questa realtà nel presente e sappiamo cosa succede all’interno del gruppo, sappiamo che abbiamo fatto grandi progressi e non dobbiamo permettere a queste dichiarazioni di interferire con il nostro lavoro anche se ci fanno male perché arrivano da qualcuno che ha giocato e dovrebbe conoscere determinate dinamiche".
"È importante essere qui con voi oggi e parlarne apertamente - ha concluso il portiere Yann Sommer - Io so cosa Xhaka e Shaqiri hanno fatto per la Svizzera, cosa hanno investito e so cosa significa per loro. Sono contento che questa cosa sia venuta fuori così possiamo metterci un punto e voltare pagina. Ci sono tanti giocatori con il doppio passaporto in squadra e funziona benissimo".
Sere
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