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Wil, "salvezza appesa a un filo"
Wil, "salvezza appesa a un filo"
Wil, "salvezza appesa a un filo"
Redazione
10 anni fa
Il presidente Roger Bigger ammette le difficoltà. E i 'Paperoni' del club rifiutano i tagli in busta paga

La vicenda del Wil sta assumendo sempre più i contorni di un lento e inesorabile naufragio. Partito con ambizioni di alta classifica, il club è stato mollato dagli investitori turchi che solo quest’estate avevano promesso il grande salto il Super League. Ingaggi prestigiosi e stipendi faraonici sono stati il biglietto da visita del patron Mehmet Nazif Günal, ma tutto si è dissolto in una bolla di sapone. Lasciano però dietro di sé lo spettro del fallimento.

L’unica via per il club è l’abbattimento dei costi che deve necessariamente passare da una riduzione in busta paga per i calciatori. Non è un segreto che gli stipendi versati da Günal e dal CEO Abdullah Cila fossero decisamente elevati per la categoria (si parla di emolumenti pari a 50'000 franchi al mese e superiori per alcune ‘star’ della squadra) e se da un lato alcuni calciatori avevano accettato il decurtamento pari all’80% della propria busta paga (come l’ex nazionale Johan Vonlanthen) oppure avevano lasciato il club a costo zero, alcuni tesserati hanno puntato i piedi. Tra di loro anche il ticinese Mattia Bottani (vedi articolo suggerito).

“Il nuovo presidente (Roger Bigger, ex numero uno, in seguito vicepresidente dopo aver venduto il club tra mille polemiche e ora tornato nuovamente al timone) vuole farci accettare una riduzione dello stipendio senza batter ciglio – sostengono diversi calciatori – E questo dopo aver venduto (avventatamente, aggiungiamo noi) tutto ai turchi senza pensarci due volte”.

E le resistenze dei “dissidenti” rischiano di influire pesantemente sulla nuova rotta impostata dalla dirigenza: oltre a Bottani (che non fa parte dei più pagati della squadra), due ‘paperoni’ bianconeri hanno puntato i piedi. Stando a quanto riferito dal Blick, Nduka Ozokwo e Rémi Gomis (cugino del più famoso Bafetimbi, attaccante del Marsiglia) hanno posto il veto: la busta paga da 50'000 franchi mensili non si tocca. Poco importa se due terzi tra calciatori e collaboratori del club hanno deciso di accettare la riduzione proposta da Bigger e soci: i ‘Paperoni’, per ora, fanno muro. E i llro stipendi sono una 'zavorra' decisamente pesante.

Se il futuro appare nero, il presente non è certo roseo. Addirittura non si sa se la squadra scenderà in campo sabato prossimo contro il Neuchâtel-Xamax, mentre entro il prossimo 2 marzo andrà depositata la domanda per ottenere la licenza valida per la stagione 2017/2018. “Le possibilità di sopravvivenza sono attorno al 50%”, ha ammesso Bigger al Blick. La sua appare sempre più come una missione impossibile, dal momento che i costi vanno ridotti da 7 milioni a 2,5 milioni di franchi. "Lavoriamo giorno e notte".

E sulla testa della dirigenza pende ancora la spada di Damocle del procedimento aperto dalla SFL per presunte irregolarità nella cessione del pacchetto azionario da parte della cordata turca a una nuova società. Procedimento che potrebbe costare ai sangallesi pesanti penalità in termini di malus in classifica. E con una rosa ridotta all’osso e in guerra con la dirigenza, la salvezza non è nemmeno troppo scontata…

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