
“Risalire in Super League”, questo l’obiettivo dichiarato della nuova dirigenza turca del Wil. Dichiarazioni rafforzate durante l’estate da una campagna acquisti che ha portato all’IGP Arena giocatori come l'ex nazionale rossocrociato Johan Vonlanthen, il difensore rumeno con un passato in Serie A (nel Chievo) Paul Papp e soprattutto l’ex bianconero Mattia Bottani.
Il trasferimento del “Botta” al Wil non è stato un fulmine a ciel sereno. Già da tempo i rapporti tra il giovane centrocampista offensivo ticinese e il patron Angelo Renzetti si erano incrinati. A inizio agosto, poi, la decisione di prendere due strade separate.
Bottani aveva sposato il progetto di una dirigenza ambiziosa, legandosi al Wil con un contratto quadriennale. A scombinare i piani della nuova proprietà, però, ci ha pensato lo Zurigo, una delle ‘big’ del nostro calcio clamorosamente retrocessa alla fine dello scorso campionato.
Dopo un inizio così così, i sangallesi sono riusciti a centrare un filotto di cinque vittorie consecutive prima di crollare contro il Servette (1-2) e rallentare ulteriormente in casa contro il Chiasso. Ma rendere ancora più complicata la situazione di Bottani e compagni (attualmente separati da 12 punti in classifica dai tigurini) è stato anche il clamoroso esonero in corsa del tecnico Ugur Tütüneker, cacciato in seguito a un ordine d’arresto proveniente da Ankara e sostituito con Martin Rueda.
Una decisione che ha fatto molto discutere, ve l’aspettavate?
“È stato strano, nessuno se l’aspettava. Ci hanno comunicato che ci sono stati dei problemi politici, ma nel calcio le cose vanno veloci e siamo andati avanti”.
Un licenziamento che certo non ha aiutato la squadra, che ora si trova a -12 dalla vetta. Come giudichi la situazione attuale?
“È una situazione complicata. Sapevamo dall’inizio che lo Zurigo era favorito. Ora con 12 punti di vantaggio gli zurighesi sono favoritissimi, hanno ammazzato il campionato. Non me lo aspettavo a inizio stagione. Mi hanno sorpreso. Ma noi ci crediamo ancora, nel calcio tutto è possibile, basta pensare a quando abbiamo raggiunto la promozione in Super League con il Lugano”.
Cos’è mancato al Wil?
“Prima che arrivassi io la squadra ha avuto un inizio complicato, dopo ci siamo stabilizzati. La sconfitta con il Servette ci ha tagliato le gambe. Non dimentichiamo però che da noi c’è stata una rivoluzione. Con tanti nuovi arrivi è necessario un po' di tempo per stabilizzare l’ambiente e trovare la quadratura del cerchio”.
Sei pentito di aver scelto Wil? Torneresti indietro?
“No, non sono pentito. Con la società è tutto a posto e il progetto è serio. La mia scelta l’ho fatta e ora non ci penso più”.
Se non sarà quest’anno, l’obiettivo è rimandato alla prossima stagione. La società sia disposta ad accettare un altro anno di ‘purgatorio’?
“Si sapeva che sarebbe stato un anno complicato, sono comunque decisioni che spetteranno alla società”.
Parlando di futuro, chissà che non si possa rivedere un giorno Mattia Bottani in Ticino…
“A fine carriera sicuramente tornerò. Lugano mi è rimasta nel cuore”.
Cosa ne pensi di questo Lugano e del lavoro di Andrea Manzo?
“Rispetto all’anno scorso la squadra è di un gradino superiore. Ho avuto l'occasione di lavorare con Andrea Manzo ed è molto bravo dal punto di vista tecnico e umano”.
Forse l’aspetto umano è quello che è mancato di più l’anno scorso…
“Con Zeman era più complicato, lui era più pratico. Però alla fine l’obiettivo salvezza è stato raggiunto, con la soddisfazione di arrivare in finale di Coppa”.
Quest’anno invece dove può arrivare il Lugano secondo te?
“Di sicuro il Lugano può salvarsi. Il resto viene da sé. Se la rosa resta al completo (senza Sabbatini, ad esempio, si vede che manca qualcosa a centrocampo) la squadra potrà togliersi molte soddisfazioni, restando però con i piedi per terra".
Pensi ancora a quel maledetto rigore in finale?
“Ci penso, certo. Ma mi dispiace ancora di più per dopo: non sono riuscito a dare il meglio di me per aiutare la squadra”.
Tornando al tema rigori… Domenica a Cornaredo ne è stato dato uno e negato un altro…
“Il Lugano non è simpatico Oltralpe. Certi errori sono veramente strani. Non dico che siano voluti, ma dà fastidio che accadano. L’impressione è che a parti invertite avrebbero fischiato diversamente. In cuor mio voglio credere che non si tratta di malafede ma piuttosto di ‘sudditanza’…”
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