
Il giorno dopo la ‘fuga turca’ da Wil, per il club è giunto il momento di fare la conta dei danni. L’addio della cordata con a capo il magnate delle costruzioni Mehmet Nazif Günal è stato tutt’altro che indolore. Dal giorno dell’acquisizione, nell’estate del 2015, il patron ha fatto affluire nelle casse societarie dai 25 ai 30 milioni di franchi. Ora il club, evidenzia il Blick, dovrà lottare per scongiurare il fallimento.
E mentre ciò che rimane dei vertici societari sta cercando una soluzione, iniziano a emergere nuovi dettagli sulla gestione turca del club nel quale milita anche l’ex bianconero Mattia Bottani. Le prime avvisaglie del terremoto societario sarebbero arrivate a fine gennaio tramite una mail nella quale un avvocato della cordata annunciava l’addio di alcuni membri del CdA.
Consiglio di amministrazione ridotto ora all’osso, con tre cittadini svizzeri rimasti praticamente da soli. Vani i tentativi di rintracciare gli investitori. Mail, SMS, addirittura Whatsapp. Tutto inutile, Günal (che secondo Forbes è al 1'570esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo) e soci sono letteralmente spariti nel nulla. I motivi sono oggetto di speculazione, c’è chi parla di irritazione per i ritardi nella costruzione del nuovo stadio e del nuovo centro sportivo e chi di semplice incompetenza. “Chissà, forse la città ha davvero perso l’occasione di far investire qui uno degli uomini più ricchi del pianeta”, ha commentato il vice presidente Roger Bigger.
Ma più di un dubbio aleggia anche sulla gestione delle finanze del club. In particolare il Blick evidenzia come il presidente del CdA Abdullah Cila abbia letteralmente sperperato centinaia di migliaia di franchi. Emblematico il caso di un giocatore che in un club minore percepiva uno stipendio mensile di 5'000 franchi. Acquistato dal Wil, Cila gli avrebbe triplicato l’ingaggio anche se il calciatore era disposto a trasferirsi per lo stesso stipendio. E quando un membro del CdA gli ha fatto notare l’incongruenza, da quel giorno Cila “non gli ha più rivolto la parola”.
Più o meno lo stesso modus operandi utilizzato per dare l’addio al club. E ora la società deve cercare di ridurre il deficit da 7,5 milioni a 2,5 milioni. Come? Tagliando gli stipendi dei calciatori più rappresentativi oppure vendendo. “Faremo di tutto per salvare il club – ha detto Bigger – ne va di 70 posti di lavoro, di famiglie e di bambini. Non dovessimo farcela, ci ritireremo dalla Challenge League”. Alcuni giocatori hanno già accettato il ridimensionamento, ma se la maggior parte di loro dovesse rifiutare il decurtamento in busta paga oppure la cessione il Wil rischierebbe seriamente di fallire.
E per la serie “le disgrazie non vengono mai sole”, il Blick riporta infine della vendita dell’intero pacchetto azionario a un’altra cordata turca. Che però non avrebbe un centesimo. La società, quindi, tornerà verosimilmente in mani svizzere.
Tra i giocatori più colpiti dalle misure di risparmio vi sarebbe proprio il ticinese Mattia Bottani. Il Wil ha triplicato l'ingaggio che percepiva a Lugano e Oltralpe hanno iniziato a rimbalzare le prime speculazioni: resterà a Wil con stipendio e un obiettivi sportivi ridimensionati oppure tornerà a Lugano? Già, perche il ritorno in riva al Ceresio è l'unica possibilità per poter continuare a giocare in questa stagione con un altro club: le regole infatti prevedono che un calciatore possa militare al massimo in due squadre nel corso di una stagione e Bottani ha già giocato nelle fila dei bianconeri...
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