
Era l’estate del 2014 quando fece la sua prima apparizione in Ticino. Per lui, due stagioni con la maglia del Lugano, la prima di grande successo con la promozione in Super League. Poi, il rientro in Uruguay e la parentesi in Guatemala. Ora Matias Malvino è tornato ad indossare una maglia di un club del nostro Cantone, quella rossoblù del Chiasso.
"È andata bene in Uruguay con la mia famiglia e anche in Guatemala, ma adesso siamo felici di essere tornati in Ticino".
Un’esperienza particolare, quella trascorsa dal difensore uruguaiano in Centro America, talmente particolare da faticare a raccontarla. "Non è stata bella perché là il calcio è brutto: è stato difficile".
Tornando al presente, com’è arrivata l’opportunità di tornare in Svizzera? "Prima mi ha chiamato Bentancur, poi ho parlato con Manzo, che conoscevo già. È una buona proposta quella offertami dal Chiasso, che ho deciso di accettare appena contattato", precisa il 26enne difensore sudamericano.
Nonostante la situazione piuttosto complicata dei rossoblù, attualmente ancorati sul fondo della classifica di Challenge League, Malvino non ci ha pensato due volte quando è giunta la chiamata.
"Si, ma ora devo imparare un po' di francese, perché tanti giocatori parlano solo francese. La squadra è forte e vuole sicuramente salvarsi. Non è facile ma non è impossibile. Dobbiamo cominciare con il piede giusto e poi sono sicuro che potremo fare bene.
Bene come il suo primo anno con la maglia bianconera? "Ricordo bene il primo anno a Lugano in Challenge League, dato che abbiamo vinto è stato molto bello. Poi, con Zeman è stato difficile, ma è andata bene".
Perché è stato complicato? "Il mister era una persona un po' difficile e anch'io non sono stato perfetto, ma alla fine il Lugano è rimasto in Super League, raggiungendo il suo obiettivo.
Qualche incomprensione con Zeman non ha scalfito il bel ricordo che Malvino ha del suo periodo trascorso sulle rive del Ceresio, tanto da lasciare un po’ sbalorditi una volta toccato l’argomento obiettivi. "Il mio primo traguardo è salvarmi con il Chiasso, il secondo fare bene per poter tornare a Lugano, perché nel periodo trascorso a Cornaredo e in quella città sono stato molto felice. Inoltre, mio figlio è nato lì", conclude il difensore centrale uruguaiano.
Sere
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