
Vincenzo Vivarini, 50 anni a settembre, potrebbe essere il nuovo allenatore del FC Lugano.
È lui, in questo momento, il nome più accreditato per la panchina bianconera.
I nomi degli altri candidati, da Vecchi a Bielica, per finire con gli svizzeri Meier o Sforza, stanno lentamente evaporando.
A oggi, l’unico vero e credibile candidato è lui.
Renzetti lo conosce dai tempi di Pescara, quando era presidente degli abruzzesi e Vivarini assistente allenatore.
Lì, sfociò un’amicizia che nel corso degli anni si è irrobustita fino a diventare stima professionale per un tecnico che dalla gavetta ne è uscito rafforzato e con esperienze importanti.
Vivarini, che la scorsa stagione ha vinto la panchina d’oro 2015 della Lega Pro, arriva da due promozioni e un ottavo posto con il Teramo.
È considerato, nonostante non più giovanissimo, uno dei tecnici emergenti del panorama degli allenatori italiani.
Ha lavorato, come assistente, per nomi importanti come Sarri, Delio Rossi, De Canio o Maifredi.
Vivarini, che ieri si era incontrato con il presidente Renzetti, è tornato a casa con i video delle partite dei bianconeri.
Valuterà e poi deciderà se accettare questa sfida, senza dubbio stimolante ma anche insidiosa.
Un altro punto a suo favore è senza dubbio il costo, lontano dalle proibitive cifre di Zeman e del suo staff.
Insomma, anche qualche ora e poi sapremo se davvero Vivarini sarà il sostituto di Zeman.
La sensazione, è che sarà proprio così.
L.S.
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