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Violenza scandalosa nel calcio regionale argoviese
Violenza scandalosa nel calcio regionale argoviese
Violenza scandalosa nel calcio regionale argoviese
Redazione
7 anni fa
Un arbitro è stato pesantemente minacciato durante una partita di terza lega

Minacce, insulti, e il lancio di una pietra grossa come un pugno. Questo è in sintesi quanto denunciato da un arbitro al portale argoviese Aargauer Zeitung. L’ennesimo episodio di violenza ingiustificata nel mondo del calcio regionale.

“Cosa farò quando incontrerò la prossima volta quel giocatore? E se scoprirà dove vivo e dove lavoro? E se minacciasse la mia famiglia? E se mi avesse colpito con quella pietra?” se lo chiede l’arbitro, ripensando ai fatti avvenuti una sera, durante l’arbitraggio di una partita della terza lega argoviese, Würenlos contro Würenlingen, quando dopo aver assegnato il cartellino giallo ad un attaccante di quest’ultimi, viene insultato pesantemente. Il giocatore è di origine serba, ed è infatti in serbo che insulta l’arbitro “Ti f***o la madre”. Anche l’arbitro però è di origine serba e comprende benissimo l’insulto, sfoderando di conseguenza il cartellino rosso.

Alla fine della partita, il giocatore furibondo afferra l’arbitro per un braccio, chiedendogli il nome e dove abita, dicendo che lo andrà a trovare; il tutto ovviamente ampiamente accompagnato da insulti. I compagni di squadra del Würenlingen riescono ad impedire che l’arbitro venga aggredito, ma non riescono ad impedire al giocatore di scagliargli addosso una pietra, grossa come un pugno. Fortunatamente mancandolo, dato che l’arbitro si trovava già a una decina di metri di distanza.

Nonostante tutto, la vittima afferma di aver sporto denuncia, considerate le conseguenze che subirà con la squadra e la famiglia una punizione sufficiente. “Non do molto peso agli insulti, ma con il lancio della pietra ha superato il limite. Se mi avesse colpito, o se lo avessi incontrato di nuovo, lo avrei denunciato.”

Nel frattempo la associazione argoviese di calcio ha aperto un indagine, ma l’emissione della sentenza spetterà alla ASF, che ha dichiarato di essere a conoscenza del caso e che si esprimerà solo una volta che l’indagine sarà conclusa.

Nel frattempo il giocatore è in vacanza all’estero, e nessuno tra giornalisti e membri della società sportiva è riuscita ad ottenere dichiarazioni sulla sua versione dei fatti.

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