
One man show di Baldo Raineri, stasera a "Fuorigioco": l'allenatore di Castelvetrano col copyright di Baldolandia - una Zemanlandia ticinese - non ha infatti risparmiato nessuno.
Appena conclusa (per motivi... politici) l'avventura albanese col Vllaznia, il vulcanico siciliano - ex tecnico del Bellinzona - ha insomma dato in diretta su Teleticino una lezione di schiettezza.
Il Baldassare dalla lunga chioma ingrigita ha vuotato così il sacco sul calcio ticinese:
L'UOMO DEL CARRO
"L'errore che non rifarei nella mia carriera? Far salire tutti sul carro del vincitore, perché poi sono stati proprio questi personaggi a usarmi e sfruttarmi prima di abbandonarmi e di attaccarmi per questioni personali. Uno dei mali del calcio in Ticino è questo: colpire le persone su vicende extra campo. Oggi Petkovic è considerato un grande allenatore, ma qualche anno fa era solo... Vlado lo slavo. Per quanto mi riguarda, nel calcio ticinese non ho amici! E quello che dico non è frutto del rancore: ormai, infatti, non rosico più".
DILETTANTI ALLO SBARAGLIO
"Un altro problema del Ticino del pallone è il dilettantismo: non parlo tanto dei soldi, quanto della mentalità. Il Bellinzona di oggi dovrebbe imitare lo Xamax e invece è in mano a gente che ha solo esperienza di Quarta e Quinta Lega. Ci mettono le risorse, ma non per questo capiscono di calcio, anzi... Rossini? Lo si conosce, può piacere o non piacere come allenatore, ma non si può chiamarlo e poi cacciarlo malamente quando è secondo in classifica e in linea con gli obbiettivi. Il presidente Paolo Righetti è quello che mi chiedeva di... sponsorizzarlo col suo predecessore Giulini per il settore giovanile. Quest'estate, però, non mi ha neanche fatto una telefonata per propormi l'incarico di allenatore di questo Bellinzona. Mi aspettavo una chiamata dal club granata, io sono stato pur sempre l'allenatore del Centenario (2003-2004)! Ci eravamo inoltre piazzati sesti con una squadra che schierava 6 giocatori provenienti dal calcio regionale e diversi giovani. Ho ancora la divisa nell'armadio e riguardare la foto della squadra di allora mi fa soffrire: ho dovuto staccarmi da quei colori per ricominciare".
GIULINI: SFRUTTATO ANCHE DA... BORDOLI
"Giulini lo accosterei allo Jermini del Lugano. Ci sono allenatori - come Livio Bordoli - che si sono fatti la loro bella pubblicità a sue spese. Allenare gratis? Macché... Ero già stato designato io come allenatore dei granata in Prima Promotion, due estati fa, ma dissi al presidente di non buttare soldi per mandare in campo una squadra solo qualche giornata di campionato e poi sparire. Ancora a proposito di Giulini: coi suoi aneddoti e la sua cultura ti incantava, ma di calcio non capiva nulla: però a chi prendeva le mazzette faceva comunque comodo...".
RENZETTI: NON MERITI BENTANCUR!
"Non lavorerò più in Ticino, perché non si può fare calcio. A Lugano c'è un caso emblematico: sbarca a Cornaredo un dirigente competente come Pablo Bentancur e Renzetti ci litiga! Mi pare che il club bianconero sia un cortile! E la gestione patrimoniale del parco giocatori? In questo senso sono in tre, nella società luganese: Bentancur, e questo ci sta, ma Renzetti e il viceallenatore Dormiente? Ancora in merito a Bentancur, lo conobbi quando allenavo il Biasca: in Riviera non poteva lavorare, perchè per un club come quello del Vallone lui era davvero... troppo, ma a Lugano sarebbe l'uomo giusto!".
BORDOLI, MA A LOCARNO NON AVEVI CACCIATO ROSSINI?
"Al Lugano imputo anche l'incoerenza del suo allenatore: ma come, Livio Bordoli non era quello che ai tempi del Locarno aveva cacciato malamente Patrick Rossini? Oggi, invece, lo ha chiamato a Cornaredo... Inoltre mi pare che in attacco i bianconeri fossero già messi bene".
ZAMBROTTA, SINDROME DA EX GIOCATORE
"A Coverciano seguii il corso di allenatore con Antonio Conte e Massimiliano Allegri e ho capito che questi tecnici alle prime armi hanno ancora il... numero sulla schiena: insomma, per ciò che riguarda la mentalità, sono ancora giocatori. Ciò detto, il suo esonero in rossoblù si può spiegare anche col fatto che la piazza di Chiasso non è semplicissima".
IL FAMIGERATO AEROPLANINO
"In quel lontano 2003 non volevo buggerare il tecnico del Lucerna René Van Eck: cominciai ad esultare, ma mi strappai e così dovetti girarmi, mimando un aeroplanino non voluto...".
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