
“Pochi ma tosti”, è questo il fil rouge che caratterizzerà gli impegni agonisti dei 7 Sirs, la prima squadra dell’Associazione Sportiva Svizzera Italiana Rugby Sevens, questa estate. “In effetti quest’anno abbiamo deciso di concentrarci su meno tornei ma tutti di livello decisamente alto” conferma Alberto Stival, Presidente del club con sede in Ticino. “Il 2-3 giugno saremo a Rovigo, una delle culle del rugby italiano, per la prima edizione del Rovigo7 e avremo modo di confrontarci, nella sezione PRO, con alcune Nazionali di primissimo piano del rugby a sette come Inghilterra, Spagna e Italia oltre ai professionisti di squadre come Benetton Treviso e Rugby Rovigo Delta”. Il 14-15 giugno è invece prevista la partecipazione al torneo internazionale di Roma, di regola trasmesso anche dai canali Rai, dove già in passato i 7 Sirs hanno saputo farsi valere.
“In effetti”, ricorda Stival, “a Roma ci siamo già tolti diverse soddisfazioni, in particolare nel 2014 quando abbiamo battuto la Francia e l’Italia per poi perdere unicamente in finale contro il Sudafrica, una vera potenza a livello mondiale del rugby e del rugby sevens”. A Roma lo staff tecnico dei Sirs sarà coadiuvato dal neozelandese Massey Tuhakaraina, già star degli All Blacks 7s e coach riconosciuto a livello internazionale. Il 23 giugno si tornerà invece in Veneto per il Sevenice2018. “Probabilmente sarà in questa occasione che avremo le maggiori possibilità di arrivare fino in fondo” spiega Gianfranco Viola, anche quest’anno direttore sportivo e coach dei 7 Sirs.
“Come già in passato la nostra squadra è composta prevalentemente da giocatori professionisti e semiprofessionisti, con alcuni innesti molto interessanti provenienti dalla Premiership inglese. Purtroppo il nostro limite maggiore consiste, a differenza di altre selezioni di club o nazionali, nell’impossibilità di poterci allenare assieme sufficientemente a lungo per perfezionare determinati meccanismi, tant’è vero che spesso ci capita di fare un po’ di fatica all’inizio dei tornei per poi finire in crescendo”.
Un’estate “tosta”, insomma, per i Sirs quest’anno. Cercando di portare più in alto possibile i colori ticinesi-rossocrociati in uno sport come il rugby dove la Svizzera, storicamente, non è tra le Nazioni più riconosciute.
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