
Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport, ha preso posizione sulle aggressioni ai danni di arbitri avvenute di recente sui campi di calcio del nostro Cantone, che hanno portato la Federazione ticinese di Calcio a sospendere tutti i campionati giovanili il prossimo weekend.
"Sabato scorso una zuffa indegna ha contraddistinto il finale di una partita ufficiale di calcio tra ragazzini, coinvolgendo anche degli adulti. Purtroppo non è la prima volta che queste cose capitano alle nostre latitudini" deplora il consigliere di Stato nella sua posizione pubblicata sulla sua pagina Facebook personale.
"Mi spiace per le molte persone che mettono passione e tanto tempo a disposizione del calcio giovanile, che vanno ringraziate per quel che fanno, ma se si arriva a certi eccessi è perché non sempre i valori che dovrebbero essere al centro dell’impegno sportivo vengono promossi a sufficienza" prosegue il ministro. "Se l’agonismo diventa competitività estrema, se si fatica ad accettare una decisione arbitrale, se dagli spalti degli adulti gridano insulti a dei ragazzini che giocano al pallone o che fanno gli arbitri, allora dobbiamo fermarci un momento e riprendere alcuni concetti fondamentali".
"Quale responsabile del Dipartimento che si occupa dello sport" conclude Bertoli, "credo sia venuto il momento di capire che dimensioni ha questo fenomeno e di interrogarci su cosa può essere fatto per arginarlo. Lo sport non merita che i suoi veri valori vengano sfregiati; la collettività, che investe milioni in infrastrutture e in sostegno alle varie organizzazioni sportive, non può essere ripagata in questo modo".
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