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Una squadra che sta maturando
Una squadra che sta maturando
Una squadra che sta maturando
Redazione
10 anni fa
Dopo 10 anni sarà semifinale, Friborgo o Ginevra? Poco importa ...

Un inizio di partita contratto, come se il peso della storia, di quel rospo da ingoiare dopo 10 anni d’attesa fosse ancora una volta un fardello troppo grande per una squadra che a inizio campionato occupava meritatamente l’ultimo posto in classifica.

Il Lugano ieri sera ha faticato ad entrare in partita, le azioni che ne hanno determinato la vittoria e l’intensità portata dall’intera squadra mentre i minuti si consumavano sul tabellone non devono cancellare l’avvio stentato.

Ma una squadra matura proprio in questi momenti, nel saper reagire, nel sapersi plasmare durante i 60 minuti, una partita che il Lugano stava disputando non solo contro lo Zugo ma contro un decennio infausto e colmo di errori macroscopici.

La scelta di affidare un gruppo talentuoso, ma dannatamente imperfetto per cattiveria agonistica e spirito di sofferenza, a un duo pretenzioso come Doug Shedden e Pat Curcio riteniamo sia stata la migliore mossa dell’ultimo decennio.

Due graduati che non avrebbero mai accettato una campionato di transizione, l’ennesimo per i bianconeri.

Shedden e Curcio hanno inculcato nella testa dei due funamboli Linus Klasen e Fredrik Pettersson che senza abnegazione difensiva le loro reti sarebbero valse a poco, e che non sempre si segna soprattutto nei playoff.

Hanno inserito un motore ad una squadra che aveva solo le ali, Maxim Lapierre non ci stanchiamo di dirlo ha portato potenza e scaltrezza, ingredienti da playoff.

Hanno scelto un titolare per la porta, che contro i benpensanti dell’hockey d’oltre Gottardo, ha dimostrato di non essere solo guascone ma anche un freddo baluardo, decisivo ieri sera dopo lo 0 a 2 a non far tracimare la squadra.

Damien Brunner, irriconoscibile rispetto alla scorsa stagione, sta mettendo sul ghiaccio tutto il talento che lo portò a giocare in NHL.

E se guardiamo alle statistiche 9 delle ultime 10 reti sono state ralizzate da giocatori svizzeri.

Insomma una squadra consapevole, finalmente, del proprio potenziale, dai numeri uno fino alla quarta preziosa linea che ieri sera ha lasciato rifiatare i big e segnato con Luca Fazzini una reta tagliagambe.

Da domani però occorre voltare pagina. I Playoff non ammettono pause, e nemmono allori su cui adagiarsi. Friborgo o Ginevra? Poco importa purchè si continui sulla strada dell’umiltà e del sudore

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