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Una gustosa... Oliva nel cocktail pugilistico di Locarno
Una gustosa... Oliva nel cocktail pugilistico di Locarno
Una gustosa... Oliva nel cocktail pugilistico di Locarno
Redazione
10 anni fa
Ticinonews ha intervistato l'ex pugile italiano, padrino dei Campionati svizzeri juniori di boxe

I Campionati svizzeri juniori di boxe - che si terranno questo weekend alle palestre della Peschiera di Locarno e ai quali parteciperanno 77 pugili provenienti da tutta la Svizzera - avranno un padrino d'eccezione: l'ex pugile italiano Patrizio Oliva, già allenatore del ticinese Ruby Belge.

Campione del mondo e medaglia d’oro olimpica, il napoletano sarà l'ospite d'onore della manifestazione (dal costo di 10.-) che comincerà sabato alle 9 col peso degli atleti. Seguirà poi il sorteggio e dalle 13 in avanti ci saranno le eliminatorie nella varie categorie. La sera - alle 19 - i pugili ticinesi affronteranno invece una selezione di loro coetanei portoghesi, provenienti direttamente da Lisbona. Domenica, nel tardo pomeriggio, toccherà quindi alle finali. 

Ticinonews ha intervistato il buon Patrizio, che spazia dalla boxe di ieri a quella di oggi e commenta pure la lotta scudetto tra il "suo" Napoli e la Juve.

Allora Oliva, questo weekend tornerà in Ticino...

"In effetti mancavo dai tempi in cui allenavo Belge. Ma quando gli organizzatori di questo evento mi hanno chiamato ho accolto con piacere la loro proposta. I contatti con questi dirigenti non si erano mai esauriti nel corso di questi ultimi anni e, inoltre, torno nel Locarnese dove sono stato già parecchie volte".

A proposito di Ruby, ma vi eravate lasciati male o no?

"Macché! Personalmente capisco che quando un atleta non vinca sia amareggiato, ma io sono sempre stato onesto per quel che lo riguarda. Il mio compito era tirare fuori il meglio da lui e l'ho fatto. Non avevo mai preso l'impegno di forgiare un campione a livello mondiale".

In questi anni trascorsi lontani dal Ticino, le sono giunte comunque sia le belle che le... brutte notizie sulla boxe cantonale.

"Ho saputo che è purtroppo mancato Michele Barra: fu lui, il manager di Ruby, a chiedermi direttamente di allenare il ticinese in quel periodo".

Lei che fa oggi?

"4 mesi fa ho aperto una palestra qui a Napoli, dove seguo alcuni tra i giovani più interessanti del movimento pugilistico giovanile italiano. In proposito, l'Italia può rallegrarsi, in quanto le premesse sono buone e incoraggianti. Non solo in campo maschile, ma anche femminile".

Racconti ora le sue battaglie con la Federazione...

"Sono in polemica da tempo con l'AIBA (Associazione Internazionale Boxe Amatori). Ritengo infatti che manchi di sportività e democrazia. Aveva instaurato una... dittatura, che portava avanti solo i professionisti affialiati: chi non stava con questa federazione non poteva insomma andare alle Olimpiadi. Dopo alcune mie dichiarazioni, però, la situazione è migliorata".

Oliva, ma la boxe è ancora quella dei tempi in cui era lei a salire sul ring?

"Mah, io la vedo sempre uguale. È un mondo fatto ancora oggi di alti e bassi, di periodi floridi e meno fortunati. Mi spiego: sia ieri che oggi, in alcuni momenti ci sono grossi campioni e in altri atleti meno dotati".

Chiusura sul calcio: questo scudetto sarà una questione tra il "suo" Napoli e la Juventus...

"Noi azzurri stiamo penando: è stato infatti un mese di febbraio particolarmente difficile, anche se la squadra di Maurizio Sarri è buona e propone un bel gioco. Sono fiducioso. La Juventus di Massimiliano Allegri, però, ha un tornante favoloso e incontenibile come il capitano rossocrociato Stephan Lichtsteiner e soprattutto la rosa quantitativamente più competitiva: noi non abbiamo problemi se dobbiamo rimpiazzare qualcuno in attacco, ma a centrocampo e in difesa invece...".

CaSco

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